Il Pane da sempre ha accompagnato l'uomo, forse perché i semi e le farine sono stati gli alimenti più facili da possedere. Oggi il pane non viene visto di buon' occhio, ingrassa e bisogna vedere con quali farine è lavorato. Una volta non era così...il Pane nelle famiglie aveva una sua "sacralità", ricordo che quando si tornava dalla spesa o si apparecchiava la tavola, guai a capovolgere il pane, si diceva che portasse male, quasi come mettere sottosopra un crocifisso. Le donne ogni giorno o quasi, preparavano il pane, averlo in casa poteva risolvere molte difficoltà, se non si aveva niente da mangiare, si facevano le bruschette, la panzanella...comunque si mangiava!Nella cucina e nelle case di una volta, il pane non doveva mancare mai...! Il pane cotto serviva per smaltire il pane raffermo (quando succedeva che avanzasse...ma molto raramente) oggi mi capita di andare in alcune case a pranzo o cena e non trovarlo mai! Il pane è diventato un elemento non indispensabile nell'alimentazione...Ma io che sono una donna di altri tempi, a mangiare senza pane non riesco, mi sembra sempre di "non aver mangiato". A casa mia il pane non manca mai , alimento con cui preparo tantissimi piatti: crostini, panzanella,bruschetta e quando ormai ne rimane un'umile tozzo, faccio il pangrattato da usare per le panature. Il pane è sacro non si getta mai! Se vi dovesse capitare di avere del pane duro, provate a cercare qualcuno che ha degli animali da cortile consegnate il pane e in cambio riceverete uova o altro, io faccio così!
Un' altro ricordo che ho legato al pane, è che mia nonna raccontava che in tempo di guerra e anche subito dopo, le donne per tenere buoni i neonati, non avendo ciucci, davano loro mollica bagnata intinta nello zucchero,avvolta in un fazzoletto bianco ( perché non la ingoiassero, strozzandosi) e questa idea ingegnosa teneva i bambini tranquilli, fino a quando lo zucchero non terminava e bisognava ripreparare tutto da capo! Oggi i pediatri avrebbero molto da dire, riguardo questo, ma noi di altri tempi abbiamo vissuto e siamo cresciuti ( non morendo!) con tutto quello che oggi viene dichiarato negativo, non buono, il mondo si è rivoltato, ma io ho ricordi bellissimi di queste donne, mamme e famiglie, dove il calore e l'amore non mancavano!
Per i neonati questo fazzoletto era la porta per entrare nel mondo della cucina...dei grandi! Abbiamo mangiato chili e chili di zucchero, sarà per questo che siamo così buoni? Il bisogno ha sempre acutizzato l'ingegno, oggi che abbiamo pochi bisogni, almeno all'apparenza, la maggioranza della gente è rincoio ( come se dice a Roma)...esiste poco bisogno? O tutti giochiamo ai falsi "signori"?...Questo l'eterno dilemma. Da cosa dipende il nostro essere rincoio? Dal fatto che abbiamo costruito i ciucci ai bambini o dalla mancanza di pane nelle case? Troppo pane in cassetta...? Troppo finto pane...o troppe diete? Ai posteri l'ardua sentenza!
Ma ora andiamo alla ricetta:
In una pentola con acqua, aggiungere sale olio e dei spicchi di aglio. Si prende del pane raffermo e si fa a pezzettini, portando l'acqua ad ebollizione per alcuni minuti. Il pane dovrà essere morbido ma elastico, non ridotto a poltiglia. Alcuni a questo punto aggiungevano pomodori o salsa ( dipendeva dalla ricchezza della casa). Altrimenti si metteva nei piatti, aggiungendo olio d'oliva a crudo, maggiorana fresca o secca leggermente bagnata, pepe o anche peperoncino, secondo i gusti. Può sembrare un piatto poverissimo, ma se ben eseguito è di una bontà assoluta. Perché non riprovare a ritrovare gusti semplici e naturali, dove il poco se il palato è funzionante e il gusto non alterato dal "troppo"...possono regalare ancora..."emozioni"!!




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