sabato 10 gennaio 2026

Il Pollo con i Peperoni...di zia..e il mare...!.

 Il pollo con i peperoni è da sempre legato alle vacanze estive, un piatto che a Roma si prepara in modo particolare per essere portato al mare. O almeno una volta era così! Ho ricordi che mi riportano a periodi in cui le mie vacanze, erano sempre profumate da questo piatto. Ricordi di parenti, cugini gruppi di gente che si muovevano in massa per andare al mare. Mia zia in modo particolare si occupava di preparare questo piatto, che di leggero non ha niente. Anzi ricordo un bel dito di olio e grassi, che galleggiava su pollo e peperoni. Ma con un sapore e profumo unici! Al mare venivano portati tavolini sedie, sdraie asciugamani, e pentolame tanto pentolame, quasi un trasloco ogni domenica. Con piatti veri e bicchieri veri, solo più tardi con l' arrivo della plastica in parte il tutto divenne più leggero. Così appena arrivati non potevi fare il bagno subito, perché partito da casa già con una colazione ricca di zuccheri e grassi. Con mal di stomaco e vomitata assicurata per i più piccoli! Appena arrivati venivano preparati i tavoli con le sedie, sdraie e asciugamani posizionati, gli uomini giocavano subito a carte o leggevano il giornale. Le donne si sedavano a guardia della prole. I figli erano figli di tutti, tutti guardavano i bambini con occhi attenti. Una volta rischiai di affogare a riva ( cosa strana ma veramente accaduta) e venni salvata da un signore che non ho mai saputo chi fosse. Ho solo il ricordo del suo viso ma non del suo nome. Mi prese per il costume e mi tirò fuori dal centimetro di acqua in cui mi aveva visto...boccheggiare...! Mia zia alle ore 12.00 apparecchiava i tavolini come se fosse il pranzo della domenica a casa, si preparava ogni ben di Dio. Pasta al forno, carciofi fritti, carne panata, frutta cocomero, pomodori con il riso, melanzane ripiene. Come potrete constatare tutte cose leggere! Finalmente veniva tirato fuori anche il tanto atteso pollo con i peperoni: Saporito succulento, colorato e con un profumo veramente profumato! Dopo un pasto così naturalmente non potevi fare il bagno, dovevi aspettare il permesso dei grandi. Ore e ore ad aspettare il via. Quando arrivava il momento, tutti in acqua fino alla cottura dei polpastrelli, che diventavano tutti bianchi bianchi e a righe, seguiti da battito di denti quando si rimaneva a mollo troppo a lungo. Poi si usciva dall'acqua e tutti a casa, praticamente si andava al mare per mangiare! massimo due bagni veri in tutto il giorno, con ammollo a riva continuo, dove venivano costruiti castelli, buche per le palline con percorsi lunghissimi, poi pallone racchette e tantissimi giochi da soli o in compagnia! Più che altro era un modo per stare insieme, per fare amicizia con altre persone. Che ricordi emozionanti, ancora oggi provo una gioia infinita. Per un vissuto che oggi non è più possibile, sono cambiate molte cose, alcune persone non ci sono più, noi giovani non abbiamo saputo mantenere i rapporti in modo positivo. Le spiagge non sono più sicure come in quel periodo, ognuno vive per i cavoli suoi, non guardando neanche chi gli siede accanto. Siamo una generazione di gente in massa, che viviamo da soli! La solitudine sociale nasce da tante cose, alcune molto serie, ma anche dalla mancanza di donne che non preparano più il Pollo con i Peperoni da portare al Mare! Andiamo alla ricetta:

Le dosi sono per quattro persone, per più persone basta raddoppiare le dosi.

1 pollo da un chilo- 400 gr. di peperoni- 350 gr. pomodori maturi- aglio-vino bianco secco- olio di


oliva-sale e pepe.

Pulire il pollo e farlo a pezzi, in una pentole mettete  tre cucchiai di olio circa, fate rosolare due spicchi di aglio  e aggiungere i pomodori tritati in modo grossolano. Salate pepate,  lasciate cuocere e addensare la salsa di pomodoro  per 15 minuti. Bruciacchiate sul fuoco i peperoni, spellateli  togliete i semi e tagliateli a pezzi o striscioline. In un'altra pentola fate rosolare il pollo in un po' di olio. salate pepate e bagnare con mezzo bicchiere di vino, cuocere per 15 minuti. Aggiungere i pezzi di peperone e la salsa di pomodoro. Cuocere ancora fino a quando la carne non sarà cotta. Naturalmente le nostre nonne e zie non avevano dosi e tempi, facevano tutto a occhio, Solo l'esperienza vi aiuterà a cucinare in questo modo. Provate a preparare questo piatto semplice ma straordinario, pieno ricco di sapori emozioni e...ricordi! In modo particolare per quelli un po' più grandi...come me!


giovedì 23 gennaio 2025

A pranzo o cena con un' Amico vero...l' Acquario.

Se decidete di condividere del tempo con un nativo dell'acquario, vi troverete di fronte una persona che crede nell'amicizia, profondamente. L' Amore per questi nativi arriva sempre dopo, la passione il desiderio sono emozioni che partono in ritardo, quando il nativo ha raccolto maggiori informazioni su di voi, rassicurando quel suolato bambino, che lo fa sempre diffidare delle persone nuove. Non si apre subito alle emozioni deve prima parlare con voi, condividere pensieri e " storie", allora solo allora inizierà a guardarvi con occhi diversi. Si porta a spasso una pennellata di timidezza , anche se quando lo incontrerete è la persona più simpatica e comunicativa del gruppo. Così quando avrete deciso di invitarlo da voi, non avrete bisogno di una particolare preparazione né di ambiente né culinaria, è uno che mangia di tutto pur mangiando molto, ha un grande spirito di adattamento, tutto è buono purché sia buona la compagnia. Ama gli ambienti spartani dove le persone possono stare a loro agio, ambienti semplici e ampi, con arredamenti moderni, tutto chiaro e tutto semplice! La cucina non deve essere troppo elaborata, anche un' insalata con carne o pesce può andare bene. Ma non disdegna neanche la pizza o un panino mangiato per strada, l'amico con cui più che mangiare è bello passare il tempo. Per coloro che cercano amore alla follia o la passione immediata, l' acquario non è per voi ( noi parliamo sempre di nativi segnati nel grafico di nascita, dal segno solare o anche lunare per le donne in modo molto forte dal  segno dell'acquario. ) Potreste trovare anche acquariani scatenati a letto o passionali, ma hanno altri segni che prevalgono su quello di nascita. Ma cosa preparare per questi nativi? Prima di tutto una tavola semplice, lineare, che proietti una sensazione di naturale, fresco di bucato. Piatti bianchi se possibile o con colori pastello, niente di troppo esplosivo. Qualche antipasto fresco, insalate e verdure, ma anche piatti a base di frutta sono graditi. Poca carne o pesce, ma i primi la fanno da padroni, quindi cercando tra i primi piatti preparati ai miei amici acquariani, ne ho trovato uno che ha sempre ottenuto buona accoglienza , anche con il bis.

Le Zite con i Peperoni per quattro persone.


Naturalmente vi ricordo che le dosi sono per quattro persone, poi aggiungerete  in base al numero dei commensali. Nella cucina si usa un' etto di pasta per persona, ma io vi consiglio di metterne sempre un po' di più, non si sa mai! 

400 g. di Zite, questo tipo di pasta è simile a  uno spaghetto ma molto più grande, il suo nome viene dai matrimoni napoletani, dove la zita ( la sposa) faceva preparare questo tipo di pasta. Pasta molto usata nel sud d' Italia, viene anche chiamata candele, moccolotti umbri, maccheroni di Natale in Liguria e così via ognuno a modo suo, secondo la tradizione popolare di ogni regione Italiana.

3 peperoni grandi e dolci. 500 g. di pomodoro, 25 g. di burro, 1 cucchiaio di salsa o concentrato di pomodoro, foglie di basilico, 1 carote, 1 cipolla, 1 gambo di sedano. olio sale e pepe ( o peperoncino per chi lo preferisce). Fare il trito carota sedano e cipolla, ammorbidire nel burro, aggiungendo anche due cucchiai di olio oliva. Quando sono ammorbiditi aggiungere i peperoni tagliati a pezzi  e lasciare insaporire ancora,  il concentrato di pomodoro diluita in acqua bollente. Poi basilico e mescolare. Quando iniziate a sentire il profumo ( non bruciare i peperoni che si fanno amari e il sugo sarà troppo forte) unite sale e pepe e lasciate cuocere per 45 minuti, aggiungendo acqua al bisogno, mescolando di tanto in tanto, facendo attenzione che non bruci. Mentre il sugo cuoce a fuoco basso, mettete l' acqua sul fuoco e fate bollire poi salate, lessate le zite spezzate in pezzi lunghi 10/15 centimetri. Scolate al dente e condite con il condimento bollente, servite a tavola caldo. Esistono molte varianti al piatto, una è quella di aggiungere 1 melanzana a dadini, dopo la cottura qualche acciuga spezzettata con delle olive nere snocciolate. Si può servire a parte del caciocavallo grattugiato, si può sostituire il basilico con origano. Il piatto avrà naturalmente un sapore più forte, per palati che amano il " saporito"!    

 PS: Molti mi hanno chiesto se il nome del segno dell'acquario si scrive come acqua o solo con la q... io personalmente lo scrivo come acqua molti astrologi più stravaganti lo scrivono solo con la q. ..anche riguardo questo esistono varie scuole di pensiero, il segno rappresenta un uomo che vuota acqua dal cielo, quindi...regolatevi voi!  Scritto e pensato da Paola Veleda.

domenica 19 gennaio 2025

Pasta con le rigaglie o interiora di Pollo...

 Nei tempi passati quando ancora non esisteva la filosofia dello spreco, le massaie cucinavano piatti straordinari con due lire. Le nostre nonne andavano a fare la spesa in piccoli negozi, dove si creavano rapporti stupendi, fatti d'umanità e amicizia. La persona che ti vendeva la spesa, era come se fosse una persona di famiglia. E in questa "amicizia" era insita la garanzia della qualità del prodotto, quello che ti vendevano doveva essere buono, perché alla propria famiglia non avrebbe mai dato un prodotto scaduto, andato a male. Tutti conoscevano tutti, le borgate, delle grandi città erano grandi famiglie, dove tutti tutelavano tutti, tutti aiutavano tutti! Ho ricordi bellissimi di quando ero bambina, le famiglie della mia borgata avevano tutti le porte aperte, noi bambini andavamo da una casa all'altra, come fosse un'unica casa! Addirittura la mia famiglia per aprire la porta, aveva uno spago che usciva sull'esterno da un foro, tirando lo spago aprivi la porta. Quando era sera, si tirava lo spago all'interno e si andava a dormire. Non esistevano i ladri, quei pochi che c'erano venivano aiutati o picchiati ( qualche volta accadeva, quando facevano cose che non dovevano fare). Oppure picchiati e poi aiutati, secondo l'ordine delle cose e della gravità del fatto! O almeno quelli che andavano in giro, non rubavano alle persone che conoscevano. Anche nel fare i "danni" esisteva un'etica, delle regole. Ma nella maggioranza delle situazioni ci si dava una mano, uno con l'altro. Ricordo che mia madre aveva partorito mio fratello in concomitanza con la signora del piano di sopra. Tutte le donne del rione prepararono un vero "pentolone" di brodo di gallina, con la farina stracciata al suo interno ( sembra faccia venire il latte) e lo portarono  in una vera processione dandosi il cambio, una volta sopra e una sotto. Ad un certo punto la signora di sopra disse che non aveva latte per il suo bambino, era andato via a causa di una paura che si era messa ( le donne dicevano così) mia madre allattò anche il suo! All'epoca questo facevano le donne, si sostenevano e aiutavano senza aver niente da chiedere e da ricevere. Esistevano i Fratelli da Latte! Solo la morte ha messo fine ad un rapporto che durò per tutta una vita, tra mio fratello e quello nuovo, che poi era anche il nostro, ma con lui era diverso, avevano bevuto latte contemporaneamente, uno da una parte e uno dall'altra...mia madre una vera Dea dell'abbondanza! I bambini erano figli di tutti, tutti se ne occupavano e nessuno poteva toccarli o fargli del male!  Non è che la situazione fosse sempre così idilliaca, qualche volta scoppiavano liti furibonde tra vicini, con urla e tutto il resto, ma poi la sera era tutto finito, come fosse mai successo. Ma torniamo alla cucina...Le donne utilizzavano al massimo ogni alimento che compravano, non si buttava via niente. Ad esempio il pollo...Questo e la carne in genere si comprava raramente, sia per il costo che per tradizione. Il pollo in particolare era della Domenica, le mamme preparavano questo piatto nei giorni di festa, arrosto con le patate. Ma nella maggioranza dei casi, veniva venduto così come era, intero...con zampe e interiora. Le zampe venivano pulite sul fuoco della cucina e poi, privandole delle unghie e della pelle utilizzate per il sugo. Con le interiora dopo averle pulite ben bene, se ne faceva un sugo straordinario da utilizzare per la pasta. Oggi qualcuno potrebbe storcere il naso, ma per i più temerari vi consiglio di provare, sempre che riusciate a trovare un macellaio che le vende ( già pulite, a volte. ) o se siete ancora più fortunati da trovare un bel pollo che sia cresciuto in campagna in modo naturale, il sapore ne guadagna!  Rigalie o regaglie deriva dal Latino " regalia"  che significa cosa degna di un Re! Non è un piatto di scarto ma un vero piatto per coloro che hanno un palato sopraffino, le rigaglie possono contenere fegatino cuore cresta, o anche uova non nate e stomaco. Ottimo se riuscite a trovare tutto, se avete un pollo intero è facile. Ma anche una parte di questi elementi possono andare bene.  

Ingredienti per la ricetta:
Del pane (ciriole se siete di Roma) altrimenti un' altro tipo.
Rigaglie di pollo. Lardo.
Olio di oliva, cipolla carota, sedano, aglio.
Concentrato di pomodoro, foglie di basilico.
Pecorino stagionato o parmigiano ( secondo i gusti)
Sale e pepe.
PS: per le dosi regolatevi secondo il numero dei commensali.
Andiamo alla preparazione...
Tritate l'aglio, la cipolla, la  carota e il sedano. Tagliare a pezzettini il lardo ( diverso dalla pancetta). Rosolare il trito in una pentola da sugo, aggiungendo olio. Lasciate appassire il tutto, girando di continuo. Quando il soffritto prende colore, aggiungete le rigaglie o interiora, lasciando rosolare pian pianino. Quando saranno rosolate, aggiungete la salsa di pomodoro e un bicchiere di acqua. Salate spolverizzando di pepe. coprite e lasciate cuocere per un'ora a fuoco basso ( attenzione a non bruciare tutto!)
Aggiungere se serve, altra acqua, fino a cottura.
A questo punto, togliete le rigaglie, ( Alcuni le tritano con il basilico) a casa mia venivano lasciate intere.
Conditele con il basilico, lasciandole riposare in un contenitore per 10 minuti. Rimettetele nella salsa del sugo e girate. Cuocete la pasta e scolatela al dente. Versatela nel sugo, girando con cura. Spargendo sopra il formaggio scelto.
Alla fine fatti i piatti, cospargete con formaggio e pepe. Servite caldo ...farete un'esperienza indimenticabile! 
PS: La pasta va mangiata con il pane, per i Romani de Roma, la pasta con il pane era qualcosa di....un buon bicchiere di vino rosso...accompagna...!  Paola Veleda.
  


venerdì 17 gennaio 2025

Carciofi e Seppie la ricetta della mia estate, bambina!


 A casa mia l'Estate la "sentivi" da quando...sentivi l'odore del pesce nell'aria. Infatti il pesce non veniva cucinato come oggi, ogni giorno. Quando le donne della famiglia compravano il pesce era...Estate!  Ho tanti ricordi legati a questo alimento, le tante estati al mare con mia zia, o le mattinate intere al mercato del Trionfale con mia madre a scegliere il pesce migliore. O le domeniche quando con mio padre, andavamo con il treno al lago di Anguillara a prendere quello "fresco"...appena pescato dai pescatori locali. Anche per Natale i ricordi non mancano, quando la mia famiglia comprava le anguille o il capitone vivo e si tenevano in un secchio, fino a quando alla vigilia mia madre, prendeva la mannaia e gli tagliava la testa, con schizzi di sangue che riportano alla memoria vere scene da film horror. Le stesse anguille che a volte tentavano l'evasione dal secchio, scappando per tutta la cucina, noi tutti a correre dietro a queste con risate a non finire! Chi non ha vissuto questi periodi non può comprendere come la cucina fosse a volte cruenta, le casalinghe non trovavano al supermercato tutto quello di cui avevano bisogno, così a volte dovevano diventare vere e proprie "assassine", almeno per le scene che si andavano a creare, pesci decapitati, polli a cui veniva tirato il collo o conigli spellati attaccati ad un albero. Sarà stato per questo  che tutti avevano timore e rispetto per le casalinghe-killer! Oggi tutto è più semplice, le donne escono di casa vanno al negozio e comprano le cose da cucinare, tutto bello e pronto, pulito nei loro contenitori, l'omicidio è stato lasciato a qualcun' altro. Ma le donne prima...ho ricordi strani per un bambino piccolo, ma tutto veniva vissuto nella normalità e quindi niente traumi o psicologi o terapie. Tra le leggende metropolitane della mia famiglia, ne esiste una che racconta di un passero salvato da mio fratello ( un giovane animalista!) e cresciuto e curato con tanto amore. Quando poi il passero si era ripreso diventando rotondetto e pasciuto, arriva ( qualcuno di non definito) non si è mai saputo chi! Che se lo cuoce al tegamino! Non si è mai saputo chi fu l'assassino, oggi ci sarebbero stati mille dibattiti riguardo questo. Chi ha ucciso il passero?...Chi ha traumatizzato il bimbo? Invece da questa storia, mio fratello a scelto di fare la scuola Agraria, poi successivamente altro. La cucina casareccia, aveva qualcosa di barbaro, di violento...ma poi erano tutte così, casalinghe con i coltellacci come nei cartoni animati! Ma torniamo al pesce, dove è tutto più gentile e romantico...Una delle ricette più buone riguardo il pesce sono le seppie ,animaletti strani che richiamano alla mente molte rappresentazioni di alieni ( forse lo sono?)  dei film. Quando ero piccola li guardavo con sospetto, tante zampine nascoste in un contenitore vivo.  Ma poi crescendo o capito che gli alieni sono altri, molto più vicini a noi! Persone che incontri tutti i giorni e che non hanno niente di umano! I carciofi veri diamanti della cucina romana, vengono preparati in tutti modi, vengono fatte decine di sagre , i romani li adorano! Qualcuno un giorno ha fatto sposare i carciofi con le seppie, il matrimonio è ottimamente riuscito. Per le dosi regolatevi voi come sempre, le dosi sono per sei persone, ma se siete di più o di meno, adattate la ricetta al vostro bisogno. Ricetta per sei persone:

  :1 kg di seppie pulite ,spellate e fatte a pezzettini.
5-6 carciofi puliti, tagliati a spicchi.
2 spicchi di aglio
olio e prezzemolo
2 alici lavate e tagliate
vino bianco, mezzo bicchiere
succo di un limone
In un tegame fate un soffritto con aglio, olio, prezzemolo e pezzetti di alici. Appena l'aglio prende il colore, senza bruciarlo, si toglie mettendo dentro le seppie, aggiustando con sale e pepe.
Bagnando il tutto con del buon vino bianco. Quando il vino è evaporato, si bagnano ancora le seppie  con acqua, lasciandole cuocere lentamente.
I carciofi conservati in acqua e limone, si prendono e si aggiungono alle seppie, quando queste saranno quasi cotte, porterete il tutto a cottura ancora per qualche tempo.
Sono una vera delizia, da provare!
Naturalmente le foto non rappresentano gli ingredienti della ricetta. Ricordato e raccontato da Paola Veleda.

 

giovedì 16 gennaio 2025

Quando la Domenica aveva profumo di Sugo...

Il sugo in Italia ha un posto fondamentale tra i piatti della cucina popolare, in quanto può essere preparato in tantissimi modi. Abbiamo sughi più o meno ricchi, dal sughetto pomodorini cipolla sedano e carota, a quello ricco di carne di ogni tipo quindi con carni miste, quello più definito da un solo tipo di carne. Ma a Roma il sugo è un'arte, un gesto d'amore verso la cucina gli ingredienti e le persone per cui viene preparato. Il sugo quello vero non può essere preparato in  cinque minuti, la massaia sa che non potrà uscire dalla cucina  fino a quando non sarà pronto alla perfezione. Io ho ricordi straordinari emozionanti legati al sugo, in modo specifico al sugo della domenica. Quando ero bambina ricordo che aprivo gli occhi, quando ancora non sei completamente sveglia e la luce  s' intrufola tra le ciglia e ti richiama alla vita, e già  i rumori della cucina facevano da sottofondo al mio ritorno al giorno. Mia madre è sempre stata un8 donna che si è svegliata presto, all'alba credo che si svegliasse prime del gallo, ho un ricordo di lei che andava nel pollaio a tirare fuori dal letto il gallo che la guardava sconvolto di vedere un' essere vivente sveglio, prima che lui avesse dato l'ok!  Donne di altri tempi quando il tempo veniva utilizzato in modo costruttivo, facendo mille cose che le donne di oggi neanche sognano. Prima le donne non avevano tutto l'aiuto di oggi, niente lavatrice quindi i panni si lavavano a mano, alla fontana per dieci persone, lenzuoli e asciugamani compresi. Niente frullatori e tutte le diavolerie di oggi ! pensate che quando comprò la lavatrice veniva usata una volta a settimana per non consumare la corrente e la lavatrice! Ma torniamo al letto...ricordo che sentivo i rumori in cucina come in un sogno, pentole che sbattevano la musica della radio. La radio onnipresente che abbiamo sempre avuto in casa, in quanto mia madre amava la musica, mentre cucinava cantava, forse era questo che rendeva i suoi piatti così buoni! La cucina non come obbligo ma come piacere. Il suo sugo prendeva forma lentamente, cipolla pancetta sedano carota e i primi profumi si spargevano per la casa, ricordandoti che era domenica. Il sugo della domenica era diverso, quello più ricco e con tanta carne. Io preferivo quello con il pollo, che diventava così morbido che si staccava dall'osso senza fatica, il suo profumo ancora lo sento! Poi dopo gli odori veniva messo il pomodoro fatto in casa, quello che oggi nei negozi viene chiamato passata rustica. Ma che in realtà non assomiglia per niente a quel pomodoro di mia madre! Io lo compro sperando di poter regalare a coloro che amo lo stesso ricordo, ma il risultato non è mai uguale. Questo sugo primordiale veniva fatto bollire almeno per venti minuti, poi si aggiungeva un  po' di peperoncino e la carne. Oggi vi parlerò di quello con il pollo. che era stato tirato fuori anche lui dal letto, come il gallo,  ma con una finalità meno nobile, che eroicamente finiva nel sugo! Prima veniva pulito ben bene da ogni piuma, passandolo anche sulla fiamma viva del gas per non lasciare che nulla sfuggisse alla fiamma infernale. Con un odore che si spargeva per tutta la casa, di rito Woodoo, sapete questo tipo di magia utilizza molto i polli. Dopo questa bella pulizia da salone estetico, veniva fatto a pezzi e messo nel sugo. Ora iniziava il viaggio vero del sugo, che a fiamma bassa si lasciava sul fuoco per tre ore circa, facendolo bollire come un vulcano che sta per esplodere! Una mezzora prima di essere spento, si aggiungeva un cucchiaio di concentrato di pomodoro e un cucchiaio di olio oliva, quello del contadino, mai il nostro !  Quando il sugo bolliva bolliva, si trasformava in una pietanza da leccarsi i baffi! Oggi si definirebbe poco salutare, con quel suo bel dito di olio in cui noi tutti, a fine piatto facevamo la scarpetta, restituendo a mia madre i piatti puliti. Non restava mai niente, nessuno lasciava niente, a volte anche le ossa del pollo venivano pulite  fino all' osso! ( il gioco di parole ce sta ! )  Ma torniamo al ricordo...Quell' odore di soffritto, poi di pomodoro e di sugo con la carne, tutto questo sentivo dal mio letto, sapevo da questo che era domenica! Poi mi alzavo e andavo in cucina facevo colazione con il cappuccino , e circa dieci minuti dopo ricevevo un pezzo di pane sporco di sugo, tutto questo a che ora? Alle sei di mattina ! Non sono morta eccomi  a voi ...! Non sarà stato salutare penserete voi di questo nuovo tempo, ma io vi posso garantire che i miei ricordi riguardo i risvegli con il sugo di mia madre, ancora oggi smuovono in me un certo languorino. Credo proprio che oggi preparerò un bel sugo con il pollo, un sugo di quelli veri! Scritto e ricordato da Paola Veleda.

mercoledì 15 gennaio 2025

Pane e Frittata e tanto...Altro...

 Tra le ricette della Tradizione Popolare , troviamo un "mangiare" che è veramente popolare. Il pane ripieno o ricoperto di alimenti semplici,  che ogni famiglia si poteva permettere. Diciamo un po' i cugini poveri dei nuovi panini, che oggi consumiamo con tanta leggerezza in ogni bar o negozio specializzato nel settore. La differenza tra questi antichi panini e quelli nuovi, è che oggi non sappiamo cosa veramente andiamo a consumare. Anticamente erano le mamme, le nonne che si occupavano di preparare queste merende salutari e buonissime, sia per i propri figli che per i propri mariti. Questi panini venivano portati al lavoro e a scuola, creando qualche volta vere e proprie catastrofi, in modo particolare per quelli scolastici. Quando si andava a consumare tale ben di Dio, ne pagavano le spese quaderni e libri, ritrovandosi addosso macchie di olio, che restavano per sempre. Ancora oggi quando guardo i miei vecchi quaderni, vedo quelle macchie, che riportano alla memoria teneri e divertenti ricordi. E le maestre consapevoli e un po' invidiose, ti "punivano" facendoti copiare la pagina in bella copia, strappando ( a volte) vigorosamente il foglio. Ho un ricordo bellissimo di un mio maestro delle elementari, che aveva tre o quattro figli (non ricordo bene...sapete è colpa della senilità!)

Che ogni giorno mi accompagnava a casa, in quanto abitavo un po' in periferia e i mezzi di trasporto, ancora non passavano per la mia zona, costringendomi a fare a piedi tutto il percorso, sia all'andata che al ritorno. Ma altre all'affetto che il maestro nutriva per tutti noi, un certo interesse lo spingeva a tale gentilezza. Mia madre ogni volta gli regalava due piccioni o un polletto, in quanto vivevamo in campagna. E con la sua famiglia numerosa, credo proprio che gli facessero comodo! Così con la sua cinquecento celestina, si avventurava per una strada piena di buche e di fango l'inverno, polvere e sole cocente d'estate. Arrivando fino a casa mia ( veramente a casa del diavolo!) dove trovava mia madre che gli dava uova fresche, pollo o piccioni. E lui tutto contento se ne tornava a casa....Altri tempi dove il rapporto tra le famiglie e la scuola, era un rapporto sereno di collaborazione vera, dove i bambini erano figli delle famiglie ma anche degli insegnanti, dove tutti lavoravano per il bene di tali piccole menti. Dove i bambini vivaci erano solo tali, non bambini da narcotizzare o mandare dallo psicologo, bambini a cui nessuno imponeva vaccini o sottoposti a un così poco rispetto come vedo oggi. Qualche volta i maestri facevano volare qualche scappellotto, ma come avrebbero fatto con un loro figlio, senza cattiveria. Oggi in tv vedo scene orripilanti, di bambini che negli asili, subiscono violenze inaudite, da persone?! Che dovrebbero andare loro dallo psicologo ed essere radiate da tale lavoro! Ho avuto maestre/i straordinari di cui conservo uno splendido ricordo....Ma torniamo ai panini straordinari di mia madre, o mia zia, o di tutte le donne della famiglia...Panini semplici e straordinari, perché conditi con...l'Amore. Tra i più comuni c'era pane e pomodoro. dove una bella  fetta di pane veniva colorata con un pomodoro rosso, schiacciato vigorosamente sopra, condito con abbondante olio di oliva e sale, da leccarsi i baffi!
Poi a seguire ( secondo i miei gusti) pane bagnato, con zucchero sopra, altro che merendine! E alla fine ma non ultimo, pane e frittata...vera specialità per grandi e piccini, che richiedeva un po' più di tempo, per essere realizzato al meglio.
Ingredienti
1 o 2 uova fresche di giornata-pane casareccio sciapo ( se possibile)- olio oliva-sale.
Non sono tanto gli ingredienti a fare straordinario questo panino, ma il procedimento. Si prende un padellino dove si mette dell'olio d'oliva senza timore (sulla quantità) mia madre ne metteva un bel dito, non in altezza, circa un centimetro. Dopo si aprono le uova, che galleggeranno nell'olio, e si stracciano con forza, facendole cuocere. Poi si prende il filone o pagnotta di tipo sciapo, facendone due belle fette. Si mette la piccola frittata ottenuta, tra le due fette e si lascia così nel pane anche per qualche ora, in modo che pane e uova possano diventare un tutt'uno. Schiacciando bene le due fette tra di loro, poi sarà incartato in carta gialla del pane, con naturale fuori uscita dell'olio, Non appoggiatelo su superfici che si potrebbero rovinare.
Naturalmente sulla frittatina dovrete mettere il sale.
Tra i grandi consumatori di tale bontà, si trovavano i muratori o coloro che lavoravano nei cantieri o svolgevano lavori pesanti, come i contadini. Che qualche volta oltre alla frittata aggiungevano cicoria ripassata in padella con peperoncino...e un buon bicchiere di vino!
Se in un pomeriggio siete tristi o avete avuto un brutta giornata...preparatevi pane e frittata, scalderete il vostro cuore e la vostra anima!
PS: Pane e frittata non è consigliato per coloro che hanno allergia o intolleranza alle uova. Le uova non alzano il colesterolo, dipende da altro. Mia madre ne consumava a secchi, eppure le sue analisi erano perfette anche in tarda età! Casualità, genetica non so! Io da bambina un giorno che mia madre stava preparando un' enorme frittata, essendo in famiglia 10 persone, ho mangiato tutte le uova crude, sbattute, una faina! Oggi sarei stata portata all'ospedale, ricoverata magari e non so che altro! Eppure niente, non è successo niente, niente per me e neanche per mia madre, ignoranza direte!? Forse ma io ancora oggi adoro le uova, ne mangio molte e non ho problemi di colesterolo! Fortuna? Magari si... Paola Veleda.


lunedì 13 gennaio 2025

Cena speciale con un nativo Capricorno...a chicchi di Riso!

Se vi viene in mente di avere a cena o a pranzo un nativo del Capricorno, assicuratevi che tutta la casa sia in ordine e pulita. I nativi capricorno sono persone classiche con punte di creatività, cosa vuol dire che dovete organizzare tutto con attenzione, tovaglia della nonna e relativi tovaglioli ricamati a mano. Fiori sul tavolo con relative candele, il bianco o i colori della terra sono da preferire, la capretta che sale la montagna vive dentro di loro! Amano le cose semplici e classiche, un buon vino sul tavolo anche una bottiglia sola ma che sia di valore, bicchieri di cristallo che raccontano eleganza e soavità. Tutto questo vi sembrerà molto impegnativo, serioso e anche noioso per i più colorati, ma non è così...Il capricorno è un commensale simpatico e comunicativo, con cui si può passare una bella serata. E' solo che gli piace ricevere coccole e attenzioni, sentire che la serata è stata preparata proprio per loro! Lentamente la serata si scalderà lasciandovi piacevolmente stupiti, sessualmente partono sempre come un diesel, ma quando il motore è caldo, sarà un partner piacevole tenero e scatenato! Il capricorno non vivrà avventure da una notte, ma le poche volte che lo farà tutto sarà condito da rispetto e simpatia e anche quando finirà vi lascerà sempre un buon ricordo. Esistono anche capricorni colorati, ma sono quelli che non sono troppo segnati dal segno, altri segni prevalgono nel suo oroscopo. Questa regola vale per tutti i segni non solo per lui. Ma ora passiamo al vostro invito, dopo aver organizzato tutto, passiamo alla cucina: cosa preparare per una persona così equilibrata? Io consiglierei qualcosa di classico, che non passa mai di moda...

Il Risotto al Vino Rosso

Gli ingredienti sono: Riso, burro, midollo di bue ( ma questo può essere facoltativo, anche se metterlo nella ricetta regala un tocco in più ) parmigiano grattugiato, cipollina, vino rosso di quelli buoni tipo Barbera, il brodo necessario per la cottura , olio e pepe in grani. Prima di tutto scaldare il brodo o prepararlo se non lo avete, più il brodo sarà buono più il risultato vi stupirà, ma per i più pigri anche quello di verdure può andare. tritate la cipollina e mettetela in un tegame con il midollo, se avete deciso di non usarlo solo la cipollina, con olio  e burro. Quando la cipolla sarà ammorbidita unite il riso rimescolando con due bicchieri di vino, se siete molte persone anche tre. Appena il riso avrà bevuto il vino e sarà un po' allegrotto, unite il brodo caldo qualche mestolo, unendone altro man mano che viene assorbito, fino a cottura del riso. Toglietelo dal fuoco un po'a chicchi al dente, completate con altro burro, parmigiano un buon pizzico di pepe appena macinato se potete, lasciatelo a mantecare fuori dal fuoco , prima di servirlo.
Le dosi io non le metto mai, dipende sempre per quante persone cucinate, il riso va misurato a pugni, un pugno a persona a io consiglio sempre di metterne un po' di più, se il piatto è buono potrebbero fare il bis ! E poi che mano avete? Una pala o manina di fata? Quindi regolatevi voi...
Tutto questo per i più pigri potrà sembrare impegnativo, ma anche il capricorno lo è, ma sapete ...tutte le cose migliori richiedono impegno e attenzione, ma i risultati positivi non mancano mai...!

Scritto e pensato da Veleda.