giovedì 23 gennaio 2025

A pranzo o cena con un' Amico vero...l' Acquario.

Se decidete di condividere del tempo con un nativo dell'acquario, vi troverete di fronte una persona che crede nell'amicizia, profondamente. L' Amore per questi nativi arriva sempre dopo, la passione il desiderio sono emozioni che partono in ritardo, quando il nativo ha raccolto maggiori informazioni su di voi, rassicurando quel suolato bambino, che lo fa sempre diffidare delle persone nuove. Non si apre subito alle emozioni deve prima parlare con voi, condividere pensieri e " storie", allora solo allora inizierà a guardarvi con occhi diversi. Si porta a spasso una pennellata di timidezza , anche se quando lo incontrerete è la persona più simpatica e comunicativa del gruppo. Così quando avrete deciso di invitarlo da voi, non avrete bisogno di una particolare preparazione né di ambiente né culinaria, è uno che mangia di tutto pur mangiando molto, ha un grande spirito di adattamento, tutto è buono purché sia buona la compagnia. Ama gli ambienti spartani dove le persone possono stare a loro agio, ambienti semplici e ampi, con arredamenti moderni, tutto chiaro e tutto semplice! La cucina non deve essere troppo elaborata, anche un' insalata con carne o pesce può andare bene. Ma non disdegna neanche la pizza o un panino mangiato per strada, l'amico con cui più che mangiare è bello passare il tempo. Per coloro che cercano amore alla follia o la passione immediata, l' acquario non è per voi ( noi parliamo sempre di nativi segnati nel grafico di nascita, dal segno solare o anche lunare per le donne in modo molto forte dal  segno dell'acquario. ) Potreste trovare anche acquariani scatenati a letto o passionali, ma hanno altri segni che prevalgono su quello di nascita. Ma cosa preparare per questi nativi? Prima di tutto una tavola semplice, lineare, che proietti una sensazione di naturale, fresco di bucato. Piatti bianchi se possibile o con colori pastello, niente di troppo esplosivo. Qualche antipasto fresco, insalate e verdure, ma anche piatti a base di frutta sono graditi. Poca carne o pesce, ma i primi la fanno da padroni, quindi cercando tra i primi piatti preparati ai miei amici acquariani, ne ho trovato uno che ha sempre ottenuto buona accoglienza , anche con il bis.

Le Zite con i Peperoni per quattro persone.


Naturalmente vi ricordo che le dosi sono per quattro persone, poi aggiungerete  in base al numero dei commensali. Nella cucina si usa un' etto di pasta per persona, ma io vi consiglio di metterne sempre un po' di più, non si sa mai! 

400 g. di Zite, questo tipo di pasta è simile a  uno spaghetto ma molto più grande, il suo nome viene dai matrimoni napoletani, dove la zita ( la sposa) faceva preparare questo tipo di pasta. Pasta molto usata nel sud d' Italia, viene anche chiamata candele, moccolotti umbri, maccheroni di Natale in Liguria e così via ognuno a modo suo, secondo la tradizione popolare di ogni regione Italiana.

3 peperoni grandi e dolci. 500 g. di pomodoro, 25 g. di burro, 1 cucchiaio di salsa o concentrato di pomodoro, foglie di basilico, 1 carote, 1 cipolla, 1 gambo di sedano. olio sale e pepe ( o peperoncino per chi lo preferisce). Fare il trito carota sedano e cipolla, ammorbidire nel burro, aggiungendo anche due cucchiai di olio oliva. Quando sono ammorbiditi aggiungere i peperoni tagliati a pezzi  e lasciare insaporire ancora,  il concentrato di pomodoro diluita in acqua bollente. Poi basilico e mescolare. Quando iniziate a sentire il profumo ( non bruciare i peperoni che si fanno amari e il sugo sarà troppo forte) unite sale e pepe e lasciate cuocere per 45 minuti, aggiungendo acqua al bisogno, mescolando di tanto in tanto, facendo attenzione che non bruci. Mentre il sugo cuoce a fuoco basso, mettete l' acqua sul fuoco e fate bollire poi salate, lessate le zite spezzate in pezzi lunghi 10/15 centimetri. Scolate al dente e condite con il condimento bollente, servite a tavola caldo. Esistono molte varianti al piatto, una è quella di aggiungere 1 melanzana a dadini, dopo la cottura qualche acciuga spezzettata con delle olive nere snocciolate. Si può servire a parte del caciocavallo grattugiato, si può sostituire il basilico con origano. Il piatto avrà naturalmente un sapore più forte, per palati che amano il " saporito"!    

 PS: Molti mi hanno chiesto se il nome del segno dell'acquario si scrive come acqua o solo con la q... io personalmente lo scrivo come acqua molti astrologi più stravaganti lo scrivono solo con la q. ..anche riguardo questo esistono varie scuole di pensiero, il segno rappresenta un uomo che vuota acqua dal cielo, quindi...regolatevi voi!  Scritto e pensato da Paola Veleda.

domenica 19 gennaio 2025

Pasta con le rigaglie o interiora di Pollo...

 Nei tempi passati quando ancora non esisteva la filosofia dello spreco, le massaie cucinavano piatti straordinari con due lire. Le nostre nonne andavano a fare la spesa in piccoli negozi, dove si creavano rapporti stupendi, fatti d'umanità e amicizia. La persona che ti vendeva la spesa, era come se fosse una persona di famiglia. E in questa "amicizia" era insita la garanzia della qualità del prodotto, quello che ti vendevano doveva essere buono, perché alla propria famiglia non avrebbe mai dato un prodotto scaduto, andato a male. Tutti conoscevano tutti, le borgate, delle grandi città erano grandi famiglie, dove tutti tutelavano tutti, tutti aiutavano tutti! Ho ricordi bellissimi di quando ero bambina, le famiglie della mia borgata avevano tutti le porte aperte, noi bambini andavamo da una casa all'altra, come fosse un'unica casa! Addirittura la mia famiglia per aprire la porta, aveva uno spago che usciva sull'esterno da un foro, tirando lo spago aprivi la porta. Quando era sera, si tirava lo spago all'interno e si andava a dormire. Non esistevano i ladri, quei pochi che c'erano venivano aiutati o picchiati ( qualche volta accadeva, quando facevano cose che non dovevano fare). Oppure picchiati e poi aiutati, secondo l'ordine delle cose e della gravità del fatto! O almeno quelli che andavano in giro, non rubavano alle persone che conoscevano. Anche nel fare i "danni" esisteva un'etica, delle regole. Ma nella maggioranza delle situazioni ci si dava una mano, uno con l'altro. Ricordo che mia madre aveva partorito mio fratello in concomitanza con la signora del piano di sopra. Tutte le donne del rione prepararono un vero "pentolone" di brodo di gallina, con la farina stracciata al suo interno ( sembra faccia venire il latte) e lo portarono  in una vera processione dandosi il cambio, una volta sopra e una sotto. Ad un certo punto la signora di sopra disse che non aveva latte per il suo bambino, era andato via a causa di una paura che si era messa ( le donne dicevano così) mia madre allattò anche il suo! All'epoca questo facevano le donne, si sostenevano e aiutavano senza aver niente da chiedere e da ricevere. Esistevano i Fratelli da Latte! Solo la morte ha messo fine ad un rapporto che durò per tutta una vita, tra mio fratello e quello nuovo, che poi era anche il nostro, ma con lui era diverso, avevano bevuto latte contemporaneamente, uno da una parte e uno dall'altra...mia madre una vera Dea dell'abbondanza! I bambini erano figli di tutti, tutti se ne occupavano e nessuno poteva toccarli o fargli del male!  Non è che la situazione fosse sempre così idilliaca, qualche volta scoppiavano liti furibonde tra vicini, con urla e tutto il resto, ma poi la sera era tutto finito, come fosse mai successo. Ma torniamo alla cucina...Le donne utilizzavano al massimo ogni alimento che compravano, non si buttava via niente. Ad esempio il pollo...Questo e la carne in genere si comprava raramente, sia per il costo che per tradizione. Il pollo in particolare era della Domenica, le mamme preparavano questo piatto nei giorni di festa, arrosto con le patate. Ma nella maggioranza dei casi, veniva venduto così come era, intero...con zampe e interiora. Le zampe venivano pulite sul fuoco della cucina e poi, privandole delle unghie e della pelle utilizzate per il sugo. Con le interiora dopo averle pulite ben bene, se ne faceva un sugo straordinario da utilizzare per la pasta. Oggi qualcuno potrebbe storcere il naso, ma per i più temerari vi consiglio di provare, sempre che riusciate a trovare un macellaio che le vende ( già pulite, a volte. ) o se siete ancora più fortunati da trovare un bel pollo che sia cresciuto in campagna in modo naturale, il sapore ne guadagna!  Rigalie o regaglie deriva dal Latino " regalia"  che significa cosa degna di un Re! Non è un piatto di scarto ma un vero piatto per coloro che hanno un palato sopraffino, le rigaglie possono contenere fegatino cuore cresta, o anche uova non nate e stomaco. Ottimo se riuscite a trovare tutto, se avete un pollo intero è facile. Ma anche una parte di questi elementi possono andare bene.  

Ingredienti per la ricetta:
Del pane (ciriole se siete di Roma) altrimenti un' altro tipo.
Rigaglie di pollo. Lardo.
Olio di oliva, cipolla carota, sedano, aglio.
Concentrato di pomodoro, foglie di basilico.
Pecorino stagionato o parmigiano ( secondo i gusti)
Sale e pepe.
PS: per le dosi regolatevi secondo il numero dei commensali.
Andiamo alla preparazione...
Tritate l'aglio, la cipolla, la  carota e il sedano. Tagliare a pezzettini il lardo ( diverso dalla pancetta). Rosolare il trito in una pentola da sugo, aggiungendo olio. Lasciate appassire il tutto, girando di continuo. Quando il soffritto prende colore, aggiungete le rigaglie o interiora, lasciando rosolare pian pianino. Quando saranno rosolate, aggiungete la salsa di pomodoro e un bicchiere di acqua. Salate spolverizzando di pepe. coprite e lasciate cuocere per un'ora a fuoco basso ( attenzione a non bruciare tutto!)
Aggiungere se serve, altra acqua, fino a cottura.
A questo punto, togliete le rigaglie, ( Alcuni le tritano con il basilico) a casa mia venivano lasciate intere.
Conditele con il basilico, lasciandole riposare in un contenitore per 10 minuti. Rimettetele nella salsa del sugo e girate. Cuocete la pasta e scolatela al dente. Versatela nel sugo, girando con cura. Spargendo sopra il formaggio scelto.
Alla fine fatti i piatti, cospargete con formaggio e pepe. Servite caldo ...farete un'esperienza indimenticabile! 
PS: La pasta va mangiata con il pane, per i Romani de Roma, la pasta con il pane era qualcosa di....un buon bicchiere di vino rosso...accompagna...!  Paola Veleda.
  


venerdì 17 gennaio 2025

Carciofi e Seppie la ricetta della mia estate, bambina!


 A casa mia l'Estate la "sentivi" da quando...sentivi l'odore del pesce nell'aria. Infatti il pesce non veniva cucinato come oggi, ogni giorno. Quando le donne della famiglia compravano il pesce era...Estate!  Ho tanti ricordi legati a questo alimento, le tante estati al mare con mia zia, o le mattinate intere al mercato del Trionfale con mia madre a scegliere il pesce migliore. O le domeniche quando con mio padre, andavamo con il treno al lago di Anguillara a prendere quello "fresco"...appena pescato dai pescatori locali. Anche per Natale i ricordi non mancano, quando la mia famiglia comprava le anguille o il capitone vivo e si tenevano in un secchio, fino a quando alla vigilia mia madre, prendeva la mannaia e gli tagliava la testa, con schizzi di sangue che riportano alla memoria vere scene da film horror. Le stesse anguille che a volte tentavano l'evasione dal secchio, scappando per tutta la cucina, noi tutti a correre dietro a queste con risate a non finire! Chi non ha vissuto questi periodi non può comprendere come la cucina fosse a volte cruenta, le casalinghe non trovavano al supermercato tutto quello di cui avevano bisogno, così a volte dovevano diventare vere e proprie "assassine", almeno per le scene che si andavano a creare, pesci decapitati, polli a cui veniva tirato il collo o conigli spellati attaccati ad un albero. Sarà stato per questo  che tutti avevano timore e rispetto per le casalinghe-killer! Oggi tutto è più semplice, le donne escono di casa vanno al negozio e comprano le cose da cucinare, tutto bello e pronto, pulito nei loro contenitori, l'omicidio è stato lasciato a qualcun' altro. Ma le donne prima...ho ricordi strani per un bambino piccolo, ma tutto veniva vissuto nella normalità e quindi niente traumi o psicologi o terapie. Tra le leggende metropolitane della mia famiglia, ne esiste una che racconta di un passero salvato da mio fratello ( un giovane animalista!) e cresciuto e curato con tanto amore. Quando poi il passero si era ripreso diventando rotondetto e pasciuto, arriva ( qualcuno di non definito) non si è mai saputo chi! Che se lo cuoce al tegamino! Non si è mai saputo chi fu l'assassino, oggi ci sarebbero stati mille dibattiti riguardo questo. Chi ha ucciso il passero?...Chi ha traumatizzato il bimbo? Invece da questa storia, mio fratello a scelto di fare la scuola Agraria, poi successivamente altro. La cucina casareccia, aveva qualcosa di barbaro, di violento...ma poi erano tutte così, casalinghe con i coltellacci come nei cartoni animati! Ma torniamo al pesce, dove è tutto più gentile e romantico...Una delle ricette più buone riguardo il pesce sono le seppie ,animaletti strani che richiamano alla mente molte rappresentazioni di alieni ( forse lo sono?)  dei film. Quando ero piccola li guardavo con sospetto, tante zampine nascoste in un contenitore vivo.  Ma poi crescendo o capito che gli alieni sono altri, molto più vicini a noi! Persone che incontri tutti i giorni e che non hanno niente di umano! I carciofi veri diamanti della cucina romana, vengono preparati in tutti modi, vengono fatte decine di sagre , i romani li adorano! Qualcuno un giorno ha fatto sposare i carciofi con le seppie, il matrimonio è ottimamente riuscito. Per le dosi regolatevi voi come sempre, le dosi sono per sei persone, ma se siete di più o di meno, adattate la ricetta al vostro bisogno. Ricetta per sei persone:

  :1 kg di seppie pulite ,spellate e fatte a pezzettini.
5-6 carciofi puliti, tagliati a spicchi.
2 spicchi di aglio
olio e prezzemolo
2 alici lavate e tagliate
vino bianco, mezzo bicchiere
succo di un limone
In un tegame fate un soffritto con aglio, olio, prezzemolo e pezzetti di alici. Appena l'aglio prende il colore, senza bruciarlo, si toglie mettendo dentro le seppie, aggiustando con sale e pepe.
Bagnando il tutto con del buon vino bianco. Quando il vino è evaporato, si bagnano ancora le seppie  con acqua, lasciandole cuocere lentamente.
I carciofi conservati in acqua e limone, si prendono e si aggiungono alle seppie, quando queste saranno quasi cotte, porterete il tutto a cottura ancora per qualche tempo.
Sono una vera delizia, da provare!
Naturalmente le foto non rappresentano gli ingredienti della ricetta. Ricordato e raccontato da Paola Veleda.

 

giovedì 16 gennaio 2025

Quando la Domenica aveva profumo di Sugo...

Il sugo in Italia ha un posto fondamentale tra i piatti della cucina popolare, in quanto può essere preparato in tantissimi modi. Abbiamo sughi più o meno ricchi, dal sughetto pomodorini cipolla sedano e carota, a quello ricco di carne di ogni tipo quindi con carni miste, quello più definito da un solo tipo di carne. Ma a Roma il sugo è un'arte, un gesto d'amore verso la cucina gli ingredienti e le persone per cui viene preparato. Il sugo quello vero non può essere preparato in  cinque minuti, la massaia sa che non potrà uscire dalla cucina  fino a quando non sarà pronto alla perfezione. Io ho ricordi straordinari emozionanti legati al sugo, in modo specifico al sugo della domenica. Quando ero bambina ricordo che aprivo gli occhi, quando ancora non sei completamente sveglia e la luce  s' intrufola tra le ciglia e ti richiama alla vita, e già  i rumori della cucina facevano da sottofondo al mio ritorno al giorno. Mia madre è sempre stata un8 donna che si è svegliata presto, all'alba credo che si svegliasse prime del gallo, ho un ricordo di lei che andava nel pollaio a tirare fuori dal letto il gallo che la guardava sconvolto di vedere un' essere vivente sveglio, prima che lui avesse dato l'ok!  Donne di altri tempi quando il tempo veniva utilizzato in modo costruttivo, facendo mille cose che le donne di oggi neanche sognano. Prima le donne non avevano tutto l'aiuto di oggi, niente lavatrice quindi i panni si lavavano a mano, alla fontana per dieci persone, lenzuoli e asciugamani compresi. Niente frullatori e tutte le diavolerie di oggi ! pensate che quando comprò la lavatrice veniva usata una volta a settimana per non consumare la corrente e la lavatrice! Ma torniamo al letto...ricordo che sentivo i rumori in cucina come in un sogno, pentole che sbattevano la musica della radio. La radio onnipresente che abbiamo sempre avuto in casa, in quanto mia madre amava la musica, mentre cucinava cantava, forse era questo che rendeva i suoi piatti così buoni! La cucina non come obbligo ma come piacere. Il suo sugo prendeva forma lentamente, cipolla pancetta sedano carota e i primi profumi si spargevano per la casa, ricordandoti che era domenica. Il sugo della domenica era diverso, quello più ricco e con tanta carne. Io preferivo quello con il pollo, che diventava così morbido che si staccava dall'osso senza fatica, il suo profumo ancora lo sento! Poi dopo gli odori veniva messo il pomodoro fatto in casa, quello che oggi nei negozi viene chiamato passata rustica. Ma che in realtà non assomiglia per niente a quel pomodoro di mia madre! Io lo compro sperando di poter regalare a coloro che amo lo stesso ricordo, ma il risultato non è mai uguale. Questo sugo primordiale veniva fatto bollire almeno per venti minuti, poi si aggiungeva un  po' di peperoncino e la carne. Oggi vi parlerò di quello con il pollo. che era stato tirato fuori anche lui dal letto, come il gallo,  ma con una finalità meno nobile, che eroicamente finiva nel sugo! Prima veniva pulito ben bene da ogni piuma, passandolo anche sulla fiamma viva del gas per non lasciare che nulla sfuggisse alla fiamma infernale. Con un odore che si spargeva per tutta la casa, di rito Woodoo, sapete questo tipo di magia utilizza molto i polli. Dopo questa bella pulizia da salone estetico, veniva fatto a pezzi e messo nel sugo. Ora iniziava il viaggio vero del sugo, che a fiamma bassa si lasciava sul fuoco per tre ore circa, facendolo bollire come un vulcano che sta per esplodere! Una mezzora prima di essere spento, si aggiungeva un cucchiaio di concentrato di pomodoro e un cucchiaio di olio oliva, quello del contadino, mai il nostro !  Quando il sugo bolliva bolliva, si trasformava in una pietanza da leccarsi i baffi! Oggi si definirebbe poco salutare, con quel suo bel dito di olio in cui noi tutti, a fine piatto facevamo la scarpetta, restituendo a mia madre i piatti puliti. Non restava mai niente, nessuno lasciava niente, a volte anche le ossa del pollo venivano pulite  fino all' osso! ( il gioco di parole ce sta ! )  Ma torniamo al ricordo...Quell' odore di soffritto, poi di pomodoro e di sugo con la carne, tutto questo sentivo dal mio letto, sapevo da questo che era domenica! Poi mi alzavo e andavo in cucina facevo colazione con il cappuccino , e circa dieci minuti dopo ricevevo un pezzo di pane sporco di sugo, tutto questo a che ora? Alle sei di mattina ! Non sono morta eccomi  a voi ...! Non sarà stato salutare penserete voi di questo nuovo tempo, ma io vi posso garantire che i miei ricordi riguardo i risvegli con il sugo di mia madre, ancora oggi smuovono in me un certo languorino. Credo proprio che oggi preparerò un bel sugo con il pollo, un sugo di quelli veri! Scritto e ricordato da Paola Veleda.

mercoledì 15 gennaio 2025

Pane e Frittata e tanto...Altro...

 Tra le ricette della Tradizione Popolare , troviamo un "mangiare" che è veramente popolare. Il pane ripieno o ricoperto di alimenti semplici,  che ogni famiglia si poteva permettere. Diciamo un po' i cugini poveri dei nuovi panini, che oggi consumiamo con tanta leggerezza in ogni bar o negozio specializzato nel settore. La differenza tra questi antichi panini e quelli nuovi, è che oggi non sappiamo cosa veramente andiamo a consumare. Anticamente erano le mamme, le nonne che si occupavano di preparare queste merende salutari e buonissime, sia per i propri figli che per i propri mariti. Questi panini venivano portati al lavoro e a scuola, creando qualche volta vere e proprie catastrofi, in modo particolare per quelli scolastici. Quando si andava a consumare tale ben di Dio, ne pagavano le spese quaderni e libri, ritrovandosi addosso macchie di olio, che restavano per sempre. Ancora oggi quando guardo i miei vecchi quaderni, vedo quelle macchie, che riportano alla memoria teneri e divertenti ricordi. E le maestre consapevoli e un po' invidiose, ti "punivano" facendoti copiare la pagina in bella copia, strappando ( a volte) vigorosamente il foglio. Ho un ricordo bellissimo di un mio maestro delle elementari, che aveva tre o quattro figli (non ricordo bene...sapete è colpa della senilità!)

Che ogni giorno mi accompagnava a casa, in quanto abitavo un po' in periferia e i mezzi di trasporto, ancora non passavano per la mia zona, costringendomi a fare a piedi tutto il percorso, sia all'andata che al ritorno. Ma altre all'affetto che il maestro nutriva per tutti noi, un certo interesse lo spingeva a tale gentilezza. Mia madre ogni volta gli regalava due piccioni o un polletto, in quanto vivevamo in campagna. E con la sua famiglia numerosa, credo proprio che gli facessero comodo! Così con la sua cinquecento celestina, si avventurava per una strada piena di buche e di fango l'inverno, polvere e sole cocente d'estate. Arrivando fino a casa mia ( veramente a casa del diavolo!) dove trovava mia madre che gli dava uova fresche, pollo o piccioni. E lui tutto contento se ne tornava a casa....Altri tempi dove il rapporto tra le famiglie e la scuola, era un rapporto sereno di collaborazione vera, dove i bambini erano figli delle famiglie ma anche degli insegnanti, dove tutti lavoravano per il bene di tali piccole menti. Dove i bambini vivaci erano solo tali, non bambini da narcotizzare o mandare dallo psicologo, bambini a cui nessuno imponeva vaccini o sottoposti a un così poco rispetto come vedo oggi. Qualche volta i maestri facevano volare qualche scappellotto, ma come avrebbero fatto con un loro figlio, senza cattiveria. Oggi in tv vedo scene orripilanti, di bambini che negli asili, subiscono violenze inaudite, da persone?! Che dovrebbero andare loro dallo psicologo ed essere radiate da tale lavoro! Ho avuto maestre/i straordinari di cui conservo uno splendido ricordo....Ma torniamo ai panini straordinari di mia madre, o mia zia, o di tutte le donne della famiglia...Panini semplici e straordinari, perché conditi con...l'Amore. Tra i più comuni c'era pane e pomodoro. dove una bella  fetta di pane veniva colorata con un pomodoro rosso, schiacciato vigorosamente sopra, condito con abbondante olio di oliva e sale, da leccarsi i baffi!
Poi a seguire ( secondo i miei gusti) pane bagnato, con zucchero sopra, altro che merendine! E alla fine ma non ultimo, pane e frittata...vera specialità per grandi e piccini, che richiedeva un po' più di tempo, per essere realizzato al meglio.
Ingredienti
1 o 2 uova fresche di giornata-pane casareccio sciapo ( se possibile)- olio oliva-sale.
Non sono tanto gli ingredienti a fare straordinario questo panino, ma il procedimento. Si prende un padellino dove si mette dell'olio d'oliva senza timore (sulla quantità) mia madre ne metteva un bel dito, non in altezza, circa un centimetro. Dopo si aprono le uova, che galleggeranno nell'olio, e si stracciano con forza, facendole cuocere. Poi si prende il filone o pagnotta di tipo sciapo, facendone due belle fette. Si mette la piccola frittata ottenuta, tra le due fette e si lascia così nel pane anche per qualche ora, in modo che pane e uova possano diventare un tutt'uno. Schiacciando bene le due fette tra di loro, poi sarà incartato in carta gialla del pane, con naturale fuori uscita dell'olio, Non appoggiatelo su superfici che si potrebbero rovinare.
Naturalmente sulla frittatina dovrete mettere il sale.
Tra i grandi consumatori di tale bontà, si trovavano i muratori o coloro che lavoravano nei cantieri o svolgevano lavori pesanti, come i contadini. Che qualche volta oltre alla frittata aggiungevano cicoria ripassata in padella con peperoncino...e un buon bicchiere di vino!
Se in un pomeriggio siete tristi o avete avuto un brutta giornata...preparatevi pane e frittata, scalderete il vostro cuore e la vostra anima!
PS: Pane e frittata non è consigliato per coloro che hanno allergia o intolleranza alle uova. Le uova non alzano il colesterolo, dipende da altro. Mia madre ne consumava a secchi, eppure le sue analisi erano perfette anche in tarda età! Casualità, genetica non so! Io da bambina un giorno che mia madre stava preparando un' enorme frittata, essendo in famiglia 10 persone, ho mangiato tutte le uova crude, sbattute, una faina! Oggi sarei stata portata all'ospedale, ricoverata magari e non so che altro! Eppure niente, non è successo niente, niente per me e neanche per mia madre, ignoranza direte!? Forse ma io ancora oggi adoro le uova, ne mangio molte e non ho problemi di colesterolo! Fortuna? Magari si... Paola Veleda.


lunedì 13 gennaio 2025

Cena speciale con un nativo Capricorno...a chicchi di Riso!

Se vi viene in mente di avere a cena o a pranzo un nativo del Capricorno, assicuratevi che tutta la casa sia in ordine e pulita. I nativi capricorno sono persone classiche con punte di creatività, cosa vuol dire che dovete organizzare tutto con attenzione, tovaglia della nonna e relativi tovaglioli ricamati a mano. Fiori sul tavolo con relative candele, il bianco o i colori della terra sono da preferire, la capretta che sale la montagna vive dentro di loro! Amano le cose semplici e classiche, un buon vino sul tavolo anche una bottiglia sola ma che sia di valore, bicchieri di cristallo che raccontano eleganza e soavità. Tutto questo vi sembrerà molto impegnativo, serioso e anche noioso per i più colorati, ma non è così...Il capricorno è un commensale simpatico e comunicativo, con cui si può passare una bella serata. E' solo che gli piace ricevere coccole e attenzioni, sentire che la serata è stata preparata proprio per loro! Lentamente la serata si scalderà lasciandovi piacevolmente stupiti, sessualmente partono sempre come un diesel, ma quando il motore è caldo, sarà un partner piacevole tenero e scatenato! Il capricorno non vivrà avventure da una notte, ma le poche volte che lo farà tutto sarà condito da rispetto e simpatia e anche quando finirà vi lascerà sempre un buon ricordo. Esistono anche capricorni colorati, ma sono quelli che non sono troppo segnati dal segno, altri segni prevalgono nel suo oroscopo. Questa regola vale per tutti i segni non solo per lui. Ma ora passiamo al vostro invito, dopo aver organizzato tutto, passiamo alla cucina: cosa preparare per una persona così equilibrata? Io consiglierei qualcosa di classico, che non passa mai di moda...

Il Risotto al Vino Rosso

Gli ingredienti sono: Riso, burro, midollo di bue ( ma questo può essere facoltativo, anche se metterlo nella ricetta regala un tocco in più ) parmigiano grattugiato, cipollina, vino rosso di quelli buoni tipo Barbera, il brodo necessario per la cottura , olio e pepe in grani. Prima di tutto scaldare il brodo o prepararlo se non lo avete, più il brodo sarà buono più il risultato vi stupirà, ma per i più pigri anche quello di verdure può andare. tritate la cipollina e mettetela in un tegame con il midollo, se avete deciso di non usarlo solo la cipollina, con olio  e burro. Quando la cipolla sarà ammorbidita unite il riso rimescolando con due bicchieri di vino, se siete molte persone anche tre. Appena il riso avrà bevuto il vino e sarà un po' allegrotto, unite il brodo caldo qualche mestolo, unendone altro man mano che viene assorbito, fino a cottura del riso. Toglietelo dal fuoco un po'a chicchi al dente, completate con altro burro, parmigiano un buon pizzico di pepe appena macinato se potete, lasciatelo a mantecare fuori dal fuoco , prima di servirlo.
Le dosi io non le metto mai, dipende sempre per quante persone cucinate, il riso va misurato a pugni, un pugno a persona a io consiglio sempre di metterne un po' di più, se il piatto è buono potrebbero fare il bis ! E poi che mano avete? Una pala o manina di fata? Quindi regolatevi voi...
Tutto questo per i più pigri potrà sembrare impegnativo, ma anche il capricorno lo è, ma sapete ...tutte le cose migliori richiedono impegno e attenzione, ma i risultati positivi non mancano mai...!

Scritto e pensato da Veleda.

Porro, cipolla e Pero.

 Il Porro e la Cipolla

Il Porro deriva da una pianta spontanea, diffusa nel Mediterraneo. Viene considerata una primizia della primavera, Porro e cipolla hanno proprietà dietetiche e terapeutiche, per il porro la più importante  è quella di essere una pianta diuretica, ricca di acqua e mucillagine, sali minerali, e come tutte le specie di Allium, lo Zolfo. Quando viene cotto bene, è facile da digerire e le sue proprietà terapeutiche rimangono comunque numerose e valide. L'acqua di cottura del porro non deve essere salata, per essere utile all'organismo. Se passiamo un porro rapidamente sulla puntura di un' insetto, ne calma il bruciore.
Tra le proprietà più conosciute abbiamo che è un ottimo antisettico, diuretico, espettorante, lassativo, lenitivo, risolvente.
Viene utilizzato nei casi di alcolismo, albumine alte, angina, arteriosclerosi, artrite, ascesso, bronchite, per la caduta dei capelli, colorito, convalescenza, digestione, diuresi, edema, foruncoli e acne, obesità, patereccio, pelle, piaga, punture insetti, reni, sterilità, stitichezza, tosse e urea.

La Cipolla
Originaria dell'Afganistan e della Persia. Ma coltivata anche da egizi e caldei. Veniva consumata quotidianamente sia dai Greci che dai Romani. Quando è fresca contiene molta acqua, glucidi, lipidi, protidi, sali minerali, oligoelementi, zolfo, vitamine A-B1-B2-PP-B5-C-E, flavonidi. Il suo sapore piccante è dovuto alla presenza di un olio volatile. E' sconsigliata ai dispeptici, a chi sanguina facilmente, a chi soffre di dermatosi o a chi è irritabile.  Tra le piante che hanno più doti benefiche abbiamo proprio la cipolla e l'aglio. Le cipolle del sud sono più dolci, quelle del nord più aspre ma ricche di virtù medicinali. Ricca di vitamine, stimola la digestione, depura l'intestino, azione benefica sugli organi gastrointestinali, previene l'eccessivo nervosismo, insonnia, arteriosclerosi, ipertensione. Diuretica, una curiosità che mi è stata raccontata, che se si passa una cipolla sui reni o sul basso ventre, si farà molta più pipì. Utile in caso di coliche renali o calcoli ai reni o alla vescica, edemi, ritenzione delle urine, albuminuria, gotta o reumatismi. Facilita l'espulsione delle tossine attraverso il sudore, antiscorbutica perché ricca di vitamina C, antidiabetica, vermifuga, impacchi a base di cipolla prevengono infezioni alle ferite e alle scottature ( quelle piccole). Utile per lavare la pelle, anche in caso di acne. Restituisce l'appetito sessuale.
Una curiosità che mi ha insegnato mia nonna: Mettere un pentolino sul fuoco con una tazza di latte, aggiungere una fettina sottile di cipolla e lasciare cuocere per 10 minuti a fuoco basso. Utile per dormire bene e contro la tosse.
Se cotta calma i nervi, le angosce, aiuta chi soffre di palpitazioni, calmante negli stati spasmodici ( tosse e asma), utile contro tosse e mal di gola.
Gli impacchi di cipolla sono utili per il mal di testa, e per aiutare la guarigione della meningite  ( associata ai medicinali), cipolla cruda per pizzichi d'insetto, morsi di cane e ragni. Se la riscaldate sopra una padella e l'applicate sul collo cura il mal di gola. Lavarsi con acqua di cipolle, cura le emorroidi.
Infuso di cipolla- due cipolle rosse in un litro di acqua, bere durante il giorno. Eliminare le tossine         per tre o quattro giorni.
decotto al miele- come cura di primavera, depurativo o contro i vermi. Quattro o cinque cipolle  in un litro di acqua, aggiungere del miele durante l'ebollizione, tre o quattro tazze al giorno.
vino di cipolle- diuretico e ricostituente- schiacciare tre o quattro cipolle in un litro di vino bianco e unire 100 grammi di miele, riposare per 15 giorni, filtrare. 3/4 cucchiai da minestra al giorno.
vino per i vermi- tagliare sottile una cipolla, in mezzo litro di vino rosso. Macerare per 48 ore, filtrare. Un bicchiere la mattina a digiuno.
Impacchi di cipolla-contro mal di testa, emicranie, (applicare sulle tempie). Contro la meningite,  (sulla sommità della testa), contro la febbre ( sopra i piedi per 8 ore).
Bagni a mani e piedi- diuretico contro acne, bronchiti- 1 o 2 cipolle per litro di acqua.
crema di bellezza- cuocere tre cipolle schiacciate in strutto a fuoco basso. aggiungere un cucchiaio di miele, un bicchierino di acqua di rose, una tazza di latte. Quando omogenea applicare sulle macchie della pelle, couperose, buccia d'arancia, rughe.
E' imparentata all'aglio e come lui regala vitalità. La cipolla è afrodisiaca in quanto ristabilisce gli equilibri tra i componenti dell'organismo. Per gli effetti collaterali della cipolla, ( alito cattivo) basta una tisana alla menta, angelica, una mela grattugiata, un cucchiaio di miele, foglioline di prezzemolo, un chicco di caffè.
Viene utilizzata  per curare- acufene, albuminuria, alcolismo, ascessi, astenia, bronchiti, calli, diabete, edemi, efelidi, geloni, meteorismo, morsicatura, orecchi, parassitosi, patereccio, piaga, polmoni, punture insetti, reumatismi, scottature, screpolature, stitichezza, tosse, ulcere, urea, verruche.

Il Pero
E' congenere del Pero selvatico, anche se non deriva da questo. ha origine dalle alcune specie dell'Europa Sud-orientale e dell'Asia occidentale. I frutti del pero selvatico sono aspri.  Era coltivato in Grecia e i botanici del  I° secolo ne descrivevano una quarantina di specie. Il numero è andato crescendo attraverso lo studio e le ricerche di coltivatori specializzati, che hanno creato  varietà più pregiate. Le varietà oggi che vengono coltivate su scala industriale sono poche e alcune di queste vengono utilizzate per la fabbricazione del sidro di pere. Tutti i peri nascono da innesti su cotogni e quelli selvatici hanno rami spinosi. I frutti quando sono maturi, risultano digeribili anche ai bambini, anche se meno della mela,  se  si soffre di disturbi gastrici è meglio cuocere i frutti. Le pere sono ricche di zuccheri,  in modo particolare di levulosio, che le rende più tollerabili per i diabetici. Povere di vitamine, ma apprezzabili per gli acidi organici, i minerali e la pectina. Il tannino le rende un pò astringenti, il gusto è rinfrescante.  La corteccia e le foglie dei rami giovani contengono arbutina. Di questa pianta si utilizzano anche la corteccia, i ramoscelli, le gemme, le foglie e i fiori. Come il frutto anche le altre parti della pianta sono diuretiche, lassative, calmanti, febbrifughe, ipotensive, astringenti su i tessuti colpiti da infezioni. Potrete utilizzarli per combattere la ritenzione delle urine e i calcoli della vescica.
Raccogliere le pere  quando sono mature. Le parti della pianta devono essere raccolte in primavera prima della completa fioritura, ed essiccate all'ombra.
E' antidiarroico, antisettico, astringente, diuretico, vulnerario.
Le pere vengono utilizzate per l'angina, cistite, diarrea, diuresi, gotta, litiasi, reumatismi.
Infuso può essere preparato con la corteccia, i rami giovani, foglie, gemme e fiori: mettere due manciate di una di queste parti dell'albero (o di miscela) in un litro di acqua. Lasciare in infusione o bollire per un quarto di ora, (15 minuti), Tre tazze al giorno mangiando anche una pera, come diuretico o contro le affezioni urinarie.
Come per tutte le cose, non eccedere nell'uso. Rivolgersi per dosi e modalità d'uso a persona esperta o ad un erborista. 
Anche i prodotti naturali possono avere effetti collaterali, mai simili ai medicinali chimici, ma comunque è meglio andare sul sicuro. Le foto non rappresentano le piante descritte.

Carciofo e Cavolo.

 Il Carciofo- Nome scientifico: Cynara  Scolymus L.- Si raccoglie fra Aprile e Maggio, fiorisce in Estate- La pianta del carciofo è molto simile a quella del cardo. Già apprezzato nel XVI secolo come diuretico e afrodisiaco. Nel XVII venne usato come rimedio specifico contro l'itterizia. Le qualità terapeutiche di questa pianta vennero valutate meglio in tempi più recenti quando ci si rese conto del suo valore nella cura delle affezioni epato -biliari. Venne anche messa a punto una terapeutica basata sul carciofo, "la cynaroterapia". In questa pianta si distinguono: il fiore, costituito da un capolino di grandi dimensioni, di cui si consumano, cotti o crudi, il ricettacolo carnoso e le brattee, che vengono chiamate in modo improprio foglie. La foglia che viene utilizzata in medicina, che possiede le stesse proprietà curative del fiore. Il carciofo è permesso anche nella dieta dei diabetici. Una volta cotto si altera rapidamente, sviluppando tossine; pertanto deve essere consumato subito. E' bene sapere che è più digeribile quanto meno a lungo viene cotto. E' sconsigliato alle donne che allattano. L'infuso preparato con le foglie, di sapore molto amaro, ha un benefico effetto sul sistema cardiocircolatorio, in quanto tende ad eliminare il colesterolo dal sangue. Viene utilizzato per l'arteriosclerosi, cellulite, colesterolo, diabete, fegato, gotta, obesità, urea, vescichetta biliare. Colesterolo- Si mettono 15 g. di foglie secche prese dal gambo in una scodella di acqua bollente. Si copre e si lascia riposare per 10-15 minuti. Si aggiunge miele, se ne berrà una tazza mezz'ora prima di ciascun pasto. Gotta- In acqua fredda si mettono 10 g. di radici e foglie schiacciate. Si lascia riposare per 10 ore a temperatura ambiente. Quindi si riscalda e si filtra. Se ne prendono 3 tazzine al giorno. Acido Urico- Si prepara un infuso con 30 g. di radici per un periodo di 15 giorni, se ne prenderà una tazza prima di coricarsi. Cavolo-Nome scientifico Brassica Oleracea  L. - E' originario dell'Europa, presente allo stato spontaneo sulle alte scogliere e sulle rocce litorali della Manica, dell'Atlantico e del Mediterraneo Occidentale. Nel suo ambiente naturale la pianta è dotata di un grosso fusto semi-legnoso, più o meno grosso. Con una colorazione verde-glauca e tessuti molto carnosi. Si riconosce in questo cavolo il prototipo dei cavoli da foraggio. Dalla specie spontanea sono derivate centinaia di varietà, attualmente diffuse negli orti e nei giardini. Esistono anche cavoli ornamentali dalle foglie colorate, rosa salmone, lilla o viola ametista. Apprezzato come alimento e come rimedio da tempi immemorabili. Catone il Vecchio, vissuto nel III e II secolo a.C. lo considerava una panacea. Plinio il Vecchio, nel I secolo dell'era cristiana, lo definiva una pianta miracolosa che aveva permesso ai Romani di fare a meno dei medici per molto tempo. Un celebre medico tedesco del Rinascimento Bock, oltre a dire che il cavolo rosso era un buon vulnerario, dichiarava che l'urina di chi ne aveva mangiato era in grado di guarire i tumori esterni. E' rilevante la presenza di vitamine del gruppo C, anche se questo non spiega completamente la sua forte azione terapeutica. Ha proprietà antiscorbutiche notevoli, ma il più salutare è quello rosso da consumare crudo, anche cotto in caso di intolleranza. Viene utilizzato per l'acne, in caso di alcolismo, anemia, ascessi, astenia, bronchite, contusione, diabete, diarrea, fegato, geloni, gotta, impetigine, lombaggine, parassitosi, pelle, piaga, puntura d'insetti, reni, reumatismi, sciatica, scorbuto, ulcera, urina.

Reumatismi- Si cuociono in acqua cavolo, cipolla e carota e il succo di un limone. Si aggiungono alcune gocce di olio. Una tazza ogni ora.
Bronchite- Si bolle una foglia di cavolo senza le nervature in una scodella di latte. Si filtra e si addolcisce con miele, una tazza calda due o tre volte al giorno.

Le foto non rappresentano le piante del Carciofo e del Cavolo.
Per ogni chiarimento rivolgersi sempre ad un erborista o persona esperta, anche per le dosi e le modalità d'uso.
Facendo un uso improprio di alcune piante, si possono avere effetti collaterali anche gravi, in quanto alcune piante sono tossiche.

Peperoncino e passiflora-

 Il Peperoncino- Venne scoperto dagli Europei in America centrale  alla fine del XV secolo. Era la sola spezia che usavano gli indiani del Cile e del Messico. Venne portata in Europa dagli Spagnoli, si diffuse in modo rapido nelle regioni meridionali, Africa e Asia. Del Genere Capsicum se ne coltivano molte specie, Hanno scarso valore nutritivo ma contengono le vitamine B1-B2-PP-C. La sostanza detta Capsaicina gli conferisce il caratteristico sapore  piccante. Pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae  con foglie ovali e appuntite verdi e lucenti, i fiori sono piccoli e hanno una corolla bianca a 5 lobi. I frutti sono commestibili lunghi e sottili, carnosi, cavi internamente, di colori diversi quando giungono a maturazione  possono essere Gialli, Marroni, Porpora, Rosso vivace. Quando sono verdi significa che ancora sono acerbi. Si raccoglie a fine estate, si conserva in barattoli di latta intero o tagliato a pezzi, l'importante e non lasciarlo in luoghi umidi. Proprietà- antidiarroico, antiemetico, antinfiammatorio, aperitivo, revulsivo, rubefacente, sedativo, stimolante, tonico .Può essere usato per curare: alcolismo-appetito-arteriosclerosi-astenia-bronchite-capelli-congestione-diarrea-nevralgia-polmoni-reumatismi-vomito.-Per combattere la caduta dei Capelli- Lasciare 30 g in 1 litro di alcol a 60° per 8 giorni. Mescolando ogni tanto. Filtrare. Fare massaggi base capelli i volta a settimana.


Passiflora-E' un arbusto rampicante, dotato di viticci e foglie incise e persistenti. Deve il suo nome al fatto che i suoi fiori rammentano nella forma, gli strumenti della passione. E' originaria dell'America tropicale, predilige il caldo e vive bene nelle zone mediterranee. Nel 1867 gli esperimenti di un ricercatore americano, hanno dimostrato le proprietà sedative e antispasmodiche  di questa pianta. Può essere d'aiuto nella cura dell'alcolismo  e della morfinomania. I suoi frutti somigliano ,ovoidali e gialli/arancio,  a grosse uova. Contengono una polpa  commestibile e un po vischiosa, molto rinfrescante, ricca di vitamina C.
Proprietà : analgesico, antispasmodico, ipnotico, sedativo.
Può essere usata per curare- stati di affaticamento-alcolismo-angoscia-colica-cuore-emicrania-nervosismo-nevralgia-sonno-spasmo.
Per curare l'emicrania- Lasciare 20 g di fiori in 1 litro d'acqua bollente per 15 minuti. Bere una tazza e coricarsi al buio.
Bagni con le Piante- di Bellezza. 
- Con semi di Anice per rinfrescarsi.
-Menta, Timo ,Lavanda, Fiori d'Arancio per dare nuovo vigore alla pelle e al corpo.
-Camomilla, Lavanda e Rosa per rilassarsi e rivitalizzarsi.
-Betulla e Rosmarino per stimolare reazioni benefiche del corpo.
-Geranio, Eucalipto e Bergamotto per tonificare il corpo e lo spirito.
-Abete Bianco ed Abete Rosso per sudare e liberare il corpo dalle tossine.
-Eucalipto e Ginepro per depurare l'organismo.
-Alloro ,Coriandolo ,Lavanda per purificare la pelle.
-Agrimonia e Millefoglio per togliere infiammazioni alla  pelle irritata.
-Quercia, Lampone, Fieno greco  vengono usati per tonificare la pelle
Per i Bagni si possono usare dei decotti o delle tisane da aggiungere all'acqua del bagno oppure le erbe direttamente nella vasca all'interno di sacchetti di cotone o dentro dei veli da bomboniere, facendo scorrere l'acqua calda e poi portare a temperatura corporea prima di fare il bagno.
Per darsi Sostegno quando ci si sente giù di tono:
-Per gli uomini il Ginseng
-Per le donne la Pappa Reale.
PS- se soffrite di pressione alta, il Ginseng va preso con cautela.
-Alzano le energie del corpo tutti i Minerali, in particolare il Calcio.
-Il Ribes Nigrum in Gemmoderivato.
-Una dieta ricca di Proteine e Cereali.
-I cereali se di tipo integrale è  meglio; da preferire riso e miglio. Ricordando che se soffrite di colite devono essere cotti al massimo, quasi spappolati.
-Caffè ed eccitanti vanno evitati perché sono un falso sostegno.
-Si può sostituire il caffè con il Guaranà, Matè, Te Mu, Eleuterococco.

Per ogni altro tipo di informazione , per gli usi, i tempi e le modalità d'uso. Rivolgersi sempre ad un bravo erborista o persona esperta. Anche le erbe possono avere effetti nocivi se utilizzate in modo improprio. Alcune erbe tossiche assomigliano molto a quelle di uso commestibile, sbagliando si può incorrere in problemi molto seri..
Il fai da te non è mai positivo, a meno che non si parli di erbe o preparati di largo uso e consumo.
Queste vogliono essere solo informazioni, riguardo un modo diverso di gestire la sfera Salute. Non è sempre indispensabile ricorrere ai medicinali chimici, le piccole problematiche di tutti i giorni possono essere risolte anche in modo naturale.
Buona Salute a Tutti Voi...
Le foto non rappresentano le piante descritte.

Una cucina Sperimentale con il segno del Sagittario.

Salve ragazzi e ragazze, per una cena o pranzo con un sagittario dovete prepararvi a qualcosa di diverso, lontano dal vostro modo di vedere il rapporto con il cibo, ma anche con tutto quello che riguarda il trascorrere il tempo con questo segno. Amano gli ambienti etnici ricchi di storia, che parlano di viaggi e culture lontane, libri e oggetti, ricordi di viaggi, ambienti che raccontano la vita di chi li vive. Non amano gli arredamenti minimalisti, amano le case bazar. Il sagittario si trova bene in ambienti dove si può sentire a casa, accolto, ambienti caldi magari con un caminetto dove fare tardi con gli amici, parlando fino al mattino. La tavola deve avere colori vivaci, amano il calore e i colori. Non troppo elegante e ricercata, lui è un viaggiatore mentale e fisico e deve poter mangiare a una tavola dove si parla di cose lontane, cibi esotici, lo strano e lo straniero lo attrae in tutte le sue forme. Gli piace apprendere e parlare, una tavola con scambi intellettivi importanti, dove si è liberi di raccontare la propria storia e il proprio bagaglio, la condivisione delle emozioni è fondamentale. Ama il buon cibo e la buona tavola, non disdegna un buon bicchiere di vino ad accompagnare piatti strani e ben conditi, ma sa anche accontentarsi di piatti frugali purché in buona compagnia. Quindi se avete deciso di mangiare con lui, preparatevi a lunghi racconti pieni di foto e storie straordinarie, perché con lui anche la storia più semplice si tinge di colore se colui che la racconta  è un' ottimo narratore. Si sta bene con lui! Le serate sono sempre lunghe e calde, la noia non è di questo segno ! Allora organizzatevi comprando un buon vino, qualche sigaro dei peggiori locali di Caracas e via a tutta birra nella serata! Per quanto riguarda la cucina avete due alternative, o la cucina più casalinga della tradizione o piatti esotici di cui non si è mai sentito parlare. Tavola con tovaglia di iuta o lino,  piatti di legno o coccio. Arricchita con elementi colorati arancio, giallo e rosso. Il padrone o la padrona di casa, con abiti esotici e assolutamente a piedi scalzi, dove si ha la sensazione di condividere uno spazio familiare, qualcosa che dice . :" sei a casa, sentiti libero/a di essere e fare quello che vuoi!" attenzione poi a non criticarlo o a deludere questa sua aspettativa, potreste non rivederlo/a mai più! Il sagittario è un' amico sincero e leale, che crede molto nell'amicizia e nell'amore. Mi casa è tu casa! Questo potrebbe essere il motto di questo segno. Per lui ho scelto un piatto cinese, anche se di cucine da sperimentare ce ne sono tantissime, ora i paesi che hanno portato in Italia i loro sapori sono diventate tantissime, ma noi cercheremo di raccontare quella che conosciamo di più ! La cucina cinese è ricchezza di verdure e spezie, dove in un abbraccio d'amore si fondono in un' amplesso di emozioni. La cucina  cinese utilizza il vapore ma anche cotture al fuoco, ma sempre tutto si armonizza in un suono emozionale. Per questo segno ho scelto il 

Pollo con le Mandorle, facile da realizzare ma di successo assicurato.

Gli ingredienti sono : pollo a pezzi, mandorle sgusciate e senza pellicina ( che potete realizzare anche da soli, mettendole in acqua bollente per qualche minuto), una scatola di bambù , due cucchiai di farina bianca,  sale e pepe, olio di semi di soya, un trito fine mischiando una cipollina verde con zenzero,  della salsa realizzata con due cucchiai di sherry, due di brodo, un cucchiaio di maizena, sale e pepe


.Il pollo alle mandorle è un piatto delicato e sofisticato che renderà felice il vostro sagittario.  Spesso il pollo viene cucinato dai cinesi con arachidi e noccioline, ma con le mandorle il gusto è molto più piacevole, ma questa è una mia valutazione personale. Fate il pollo a bocconcini piccoli, posizionandoli in un contenitore con la farina e un pò di sale, lasciandoli così per quindici minuti. Scolate il bambù e fatelo a pezzetti, più piccoli del pollo. Preparate la salsa, in un padellino fate dorare le mandorle con tre cucchiai di olio caldo. Fatele diventare croccanti ma non abbrustolite, altrimenti il piatto sarà del tutto rovinato poi toglietele e mettetele a scolare su fogli di carta assorbente. Mettete altro olio nel wok se lo avete, altrimenti anche un'altra padella o contenitore andrà bene. Appena caldo mettete il trito di zenzero e cipolla, versate i bocconcini di pollo, poi mandorle tostate e salsa. Lasciate addensare il composto, per pochi secondi, spengete e portate a tavola, accompagnando il tutto con riso bianco o pane al vapore. Questa ricetta cinese farà felice il vostro sagittario e sicuramente tornerà, se lo inviterete ancora! Per le quantità regolatevi voi, dipende da quanti siete a tavola. Questa non è una ricetta della tradizione popolare Italiana, ma neanche il Sagittario lo è! Spesso è sempre un po " straniero"...! Raccontato da Paola Veleda.

sabato 11 gennaio 2025

Basilico e Iperico

 Il Basilico- Ocimum basilicum L- Il nome greco Basilikon deriva dalla parola Basileus, che significa re, quindi Erba del re. E' una pianta annuale, il fusto è eretto e quadrangolare, con molti rametti, che può raggiungere il mezzo metro di altezza. Le foglie sono ovali e opposte a due a due, di origine Asiatica ,il basilico fu introdotto in Italia dagli antichi Romani. Le parti utilizzate della pianta sono foglie e fiori, le foglie si raccolgono in Estate i fiori in piena fioritura. Il prodotto va essiccato a l'ombra e in luogo aerato, in uno strato sottile. Si conserva in vasi di vetro al buio. Ottimo per aerofagia, stanchezza nervosa, emicrania, insonnia, mestruazioni dolorose, vertigini, angoscia, palpitazioni, gastralgie, digestione lenta, afta, allattamento, astenia, capelli, insetti, nervosismo, orzaiolo, pertosse, puntura, raffreddore, sonno, spasmo, stomaco , vomito. Viene usato per aromatizzare insalate, minestre e carmi.

-Per facilitare la digestione- 1 cucchiaino di sommità fiorite in infusione per 3/4 minuti in una tazza di acqua bollente. Filtrare e bere dopo i pasti.
-Vino aperitivo- 10 g di sommità fiorite essiccate in un litro di Marsala. Macerare per una settimana al buio, scuotendo il recipiente di tanto in tanto. Filtrare e berne un bicchierino da liquore dopo i pasti.
-Sciacqui e gargarismi- 1 cucchiaio di foglie e fiori in 200 ml di acqua bollente. Filtrare dopo 10 minuti, utilizzare  l'infuso per sciacquare la bocca o la gola.
-Infuso antidepressivo- 1 tazza di acqua bollente con 2 cucchiaini di fiori essiccati .Riposare per 3/4 minuti, filtrare, dolcificare con miele e berne due tazze al giorno.
-Lozione contro la caduta dei capelli- 100 ml di acqua bollente in infusione, 2 cucchiai da tavola di fiori. Riposare fino a quando l'infuso non si raffredda. Filtrare e usare l'infuso per frizionare il cuoio capelluto, la sera prima di dormire. Tenuto in frigo dura due o tre giorni.

L'Iperico- Hypericum perforatum L.- Pianta erbacea che ha numerosi fusti, piuttosto ramificati che raggiungono il metro di altezza. Le foglie sono di forma ovale, salendo sul fusto diventano piccole e strette.  I fiori sono gialli  e formati da cinque petali ovali. Si usano i fiori che si raccolgono  in piena fioritura, che vanno raccolti e appesi all'ombra in mazzetti. Quando sono secchi vanno conservati in sacchetti di carta, lontano dall'umidità. La raccolta viene fatta dal mese di Maggio ad Agosto. Le foglie da Giugno a Settembre. Questa pianta usata fin dall'antichità viene chiamata Erba di S. Giovanni o Scacciadiavoli. Questo nome deriva dal fatto che si diceva che dove cresceva l'Iperico non potevano essere fatti i Sabba e che avesse il potere di liberare gli indemoniati e gli ossessi. Questa pianta è una delle componenti del Tai-Ginseng. Ha il potere di rendere la pelle molto sensibile  alla luce solare, quando si prende l'Iperico bisogna evitare di esporsi a lungo al sole. Si usa per l'asma, bagni, bronchiti, cistite, distorsioni, enuresi, frigidità, impotenza, leucorrea, parassitosi, piaga, polmoni, scottature, ulcera.
-Per facilitare la digestione- 1 cucchiaino scarso di fiori in una tazza di acqua  bollente, in infusione per 5 minuti. Bere dopo i pasti.
-Per il catarro- 300 ml di acqua bollente 2 cucchiaini di pianta, in infusione per 3 minuti, filtrare, dolcificare, con miele. Bere a cucchiaiate durante la giornata.
-Diarrea e catarro intestinale- 250 ml di alcol a 70° mettere 50 g di fiori a macerare per una settimana. Filtrare, trasferire il preparato in una bottiglietta di vetro scuro con il contagocce e prendere 20 gocce per tre volte al giorno.
-Impacchi per scottature e pelle irritata- 1 litro di acqua e 50 g di fiori, bollire per 5 minuti. Filtrare, raffreddare e fare impacchi con garza sterile.
-Olio d'Iperico- 1/2 litro di olio d'oliva 200 g di fiori secchi. Macerare al sole per 20 giorni. Filtrare e usare per decongestionare le scottature solari e la pelle irritata.
-Sciroppo d'Iperico- 300 ml acqua bollente in infusione per 10 minuti 50 g di fiori secchi. Filtrare, raffreddare, aggiungere 80 g di zucchero e rimettere sul fuoco. Fiamma bassa e mescolare, fino a giusta consistenza. Raffreddare, trasferire in bottiglia di vetro scuro. 3 cucchiai da tavola scarsi al giorno, in caso di tosse o catarro.
-Effetto tonico- Far macerare per 5 giorni in mezzo litro di alcool a 60° una manciata di fiori, aggiungere poi un altro mezzo litro di alcool e riposare per 20 giorni. Filtrare,  prenderne un cucchiaino dopo i pasti o la sera.
-Infuso- 10 g di fiori in un litro di acqua, da bere caldo, due o tre tazzine da caffè al giorno.

Ricordare sempre di non raccogliere le piante da soli e rivolgersi ad un erborista o persona esperta per le dosi e le modalità d'uso,  per evitare un uso improprio delle piante, in quanto ogni cosa o prodotto, anche il più naturale può fare male se usato in modo scorretto o eccessivo.  Le foto non rappresentano le piante descritte sopra, ma sono solo per il " piacere" degli occhi.

venerdì 10 gennaio 2025

Carota e Malva

Oggi parleremo di due elementi che possono trovarsi facilmente nelle nostre case, o che comunque possono essere facilmente reperiti in quanto hanno dei costi molto contenuti. La Malva con i suoi fiori violacei- rosa e la Carota, quest'ultima non è un'erba ma è comunque parte di quel mondo straordinario che è Madre Natura, che ci permette di tenere in ottima forma, in modo semplice  il nostro corpo e la nostra mente.

La Carota- La carota selvatica è una delle piante più diffuse nel mondo antico, la sottospecie commestibile, viene coltivata in Europa da circa 2000 anni, dopo essere stata selezionata in Asia centrale. Per un lungo periodo venne preferita a lei la rapa e la pastinaca. nel Rinascimento iniziò ad essere apprezzata per raggiungere il suo culmine all'inizio del XIX secolo. La fitoterapia usa la sua radice fresca della specie coltivata, che deve il suo colore  aranciato  all'alto contenuto di Carotene, che il corpo umano trasforma in vitamina A. Oltre a questa contiene vitamina B1- B2- PP- B5- B6- D- E molti oligominerali, protidi e pochi lipidi. Quindi è un alimento molto salutare. E' una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Ombrellifere. Si dice che renda affabile chi se ne ciba, faccia diventare belle le donne e dia a loro gambe in piena forma. Cruda, grattugiata o come succo, è indicata per bambini- adolescenti- convalescenti, donne incinte e anziani. La polpa fresca usata come cataplasma è emoliente e cicatrizzante, come maschera di bellezza tonifica e nutre la pelle. Viene consigliata in tutti i stati di debolezza, anemia o malattie da carenze vitaminiche. Utile per la vista e in tutti quei casi dove bisogna migliorare la capacità visiva, tipo per gli automobilisti, aviatori e marinai, o anche semplicemente per coloro che sono miopi. Diuretica, emolliente fortemente vermifuga, ma potremo consumarla anche quando il fegato non funziona bene. Non buttare via le foglie e i gambi, dopo averli ben lavati possono essere utilizzati  per aumentare il valore nutritivo delle minestre. Il decotto e gli sciacqui hanno una forte azione antisettica per il cavo orale. Il suo nome scientifico è Daucus Carota L. è una pianta biennale dai fusti eretti e pelosi i fiori si raggruppano in ombrelle di colore bianco - rosato o purpureo.
La carota ha più virtù se viene consumata cruda in quanto conserva le vitamine. Quando però viene cotta, passata e leggermente salata può essere molto efficace contro le diarree dei bambini eliminando per un certo periodo il latte, per poi tornare progressivamente all'alimentazione normale.
Il succo fresco, una dose di circa uno o due bicchieri al giorno, con un po' di miele o qualche goccia di limone è un ottimo rimedio contro i mali di gola, o quando ci si sente poco in forma.
Possono essere fatti degli impiastri schiacciando la carota e applicandola  sotto una garzina, sopra scottature o eczemi: ripetere per diverse volte al giorno.
Ritenzione urinaria- un litro di acqua dove si aggiungono 30 g. di  carote. Si toglie dal fuoco, si filtra, si lascia raffreddare, 3 tazze al giorno dopo i pasti.
Avitaminosi- si gratta o si passa una carota cruda, si aggiunge olio o succo di limone.

La Malva- Il suo nome scientifico è Malva Silvestris L. Si riconosce per i suoi fiori con 5 petali distanziati, rosa o violacei e si trova in terreni molto azotati. Dall'VIII secolo a.C. iniziò ad essere usata come alimento e rimedio medicamentoso. Se ne mangiavano i germogli e si dice che Cicerone ne consumasse in grandi quantità. E secondo Plinio un bicchiere del suo succo evitava malesseri per tutto il giorno. I Pitagorici la consideravano una pianta sacra, che liberava gli uomini dalle passioni. La Malva rientra nella composizione della tisana dei quattro fiori, che viene composta con sette piante- rosolaccio, farfara, piede di gatto, verbasco, altea, viola mammola. Contiene Mucillaggini, antocianina, olio essenziale, tennino, vitamina A- B1- B2- C. Biennale o perenne, con fusto eretto e foglie di colore scuro e peli ruvidi, fiorisce in Primavera e in Estate. Le foglie si raccolgono in Estate, più tardi  le Radici, mentre i Fiori da Aprile a Ottobre. Le radici vanno essiccate al sole o al forno, le foglie e i fiori si devono far essiccare al riparo dai raggi solari e conservati in vaso di vetro. Nei tempi antichi le nostre nonne andavano a malva, per preparare grandi minestroni, questa era particolarmente indicata per anziani e bambini, ma anche agli altri non è che facesse male. Le sue foglie venivano utilizzate come contorno per la carne, lessate come gli spinaci. La Malva è un'ottima pianta per curare le infiammazioni, la sonnolenza, mal di testa, disturbi renali, è calmante e facilita l'eliminazione di ogni genere di tossine. Ottima per il mal di stomaco, tosse, raffreddore, bronchite, morbillo e scarlattina. Ma questa pianta è da sempre usata per la stitichezza e le infiammazioni degli organi genitali. La radice di Malva può essere data da masticare ai bambini per proteggerli dalle malattie infettive e per rinforzare le gengive, facendo attenzione che non vengano staccati pezzi che possano soffocarlo, controllando ogni tanto la radice stessa. La radice è un ottimo dentifricio per gli adulti e protegge dalle afte alla bocca. Per uso esterno può essere utile per pruriti della pelle, per eliminare foruncoli e ascessi, gotta e reumatismi. Come detergente della pelle aiuta a risolvere problemi di impurità, acne, couperose, macchie scure dell'età.
Tosse, raffreddorebronchite- 15 pizzichi di fiori o 20 foglie o 30 di radici pestate, oppure 20 di miscela delle tre parti, in un litro di acqua. 3/4 tazze al giorno.
Per infiammazioni apparato digerente- stesse dosi come sopra.
Bagni mani e piedi-enteriticoliche renalivertigini, una manciata di pianta intera per litro di acqua.
Scottaturepunture insettiacneeruzioni della pellefaringitivaginiti- Una manciata di pianta intera per litro di acqua. (uso esterno)
Dentifricio e disinfettante della bocca- Si usa la polvere di radici.
Mal di gola- due manciate di pianta in una tazza di acqua bollente, si filtra dopo 10 minuti e si fanno i gargarismi, quando l'acqua è tiepida.
Le foglie possono anche essere consumate fresche in insalata.

Spero che anche questa volta abbiate trovato qualche indicazione  utile, ma per maggiori chiarimenti e sulle modalità d'uso e consumo delle erbe, rivolgersi sempre ad un bravo erborista o persona esperta. Le indicazioni che trovate riguardo le erbe fanno parte della tradizione popolare. Le foto non corrispondono alle piante di cui abbiamo parlato, ma sono state scelte solo perché "belle".

Camomilla ...fiore comune ricchezza infinita.

 La Camomilla: Matricaria Chamomilla L

. Si può trovare in qualsiasi ambiente sotto i 250 m. purché ci sia molto sole. Viene utilizzato tutto il fiore e la raccolta viene effettuata all'inizio della fioritura. Si conserva essiccandola non direttamente al sole, conservata in luoghi non umidi. Era conosciuta dagli antichi Egizi, che la usavano per curare la malaria. Ma da sempre è usata come blando sedativo. Ha un fusto eretto e ramificato che può raggiungere anche mezzo metro di altezza. Le foglie sono alterne e divise di colore grigio- verde, i fiori sono capolini che formano un bottone giallo con appendici esterne bianche, rivolte verso il basso. Cresce spontanea ai bordi delle strade, nei campi, sui terreni incolti, dal mare alla montagna. Oggi viene coltivata in vasta scala, viene chiamata antemide nobile anche se di romano non ha niente, essendo originaria della campagna inglese. Viene utilizzata per :dolori reumatici- muscolari, crampi allo stomaco e per le nevralgie. Mal di testa, ansia, stress, sonno notturno. Ha proprietà analgesiche, disinfiammanti, antispasmodiche, cicatrizzanti, sedative. Come vermifugo- un pizzico di fiori secchi in un litro d'acqua. Una tazza al mattino a digiuno Oppure un altro composto più elaborato è composto da: Un pizzico in un litro di acqua calda, bollire due minuti, lasciare riposare per un ora, filtrare. Aggiungere un cucchiaio di succo di limone- un cucchiaio olio oliva- un cucchiaio di miele. Prendere per due volte. Mal di stomaco- intestino- mestruazioni dolorose: cinque fiori secchi in una tazza acqua calda bollente. Una tazza prima pasto di mezzogiorno .Può essere usata anche per bagni ai piedi e alle mani, contro i dolori. Per i dolori al fegato, contro gli stati depressivi, e le infiammazioni delle palpebre. Per uso estetico: per schiarire i capelli e rafforzarli, due manciate di camomilla per litro di acqua. La camomilla è un ottimo tonico, ma è CONTROINDICATA se si fanno cure a base di noce- china- emulsioni di sali di mercurio- argento o piomboMal di testa: un cucchiaino di olio di mandorle dolci e 4 gocce di olio essenziale e camomilla. Massaggiare delicatamente fronte e tempie,  Per il mal di pancia: 2 cucchiai di olio di mandorle dolci 5 gocce di essenza di camomilla. Massaggiare delicatamente addome e stomaco. La camomilla non va mai lasciata in infusione molto, in quanto può diventare eccitante. Per avere effetto calmante in infusione leggera. Della famiglia delle composite, descritta da ogni persona della storia che si è occupata di cure naturali. Chiamata dai greci, Mela Nana per il suo retro profumo di mela. Fiorisce da aprile a settembre, si raccolgono i fiori prima della completa fioritura, che vengono essiccati all'aria e all'ombra. Si può preparare anche un olio: 20 grammi di fiori  seccati in 100 g. olio oliva, fatto scaldare  a bagno maria  per circa 2 ore. quindi si spreme in una garza pulita bianca, può essere utilizzato  contro la febbre, contro dolori reumatici. Altro olio sempre con la camomilla: 60 g. di fiori secchi, 60 di canfora,  940 olio di oliva, si scalda per due ore a bagno maria olio e fiori. A parte si scioglie in in poco alcool alimentare la canfora, allungando con 500 g. di olio oliva. Poi si mette tutto insieme. Sempre per dolori ossei e muscolari. Un 'elisir molto utile 40 g. di fiori secchi, 5 di buccia di arancio, 2 di corteccia cannella, a macerare per  5 giorni in alcool 300 g. circa. Poi si unisce a mezzo litro di acqua in cui siano stati sciolti 600 g. di zucchero. Si filtra e si lascia riposare in vetro scuro al buio e fresco.

Le erbe come ogni prodotto che viene usato fuori o dentro il corpo,  non devono mai essere usate con superficialità. In quanto possono avere effetti collaterali anche gravi. Non raccogliere mai le piante da soli, ma rivolgersi a erborista o persona esperta. per dosi e modalità d' uso. In quanto molte piante si assomigliano e si possono combinare guai seri. 

La foto non rappresenta la pianta descritta sopra, ma le immagini vengono scelte solo a uso estetico.

Albicocco e Origano...erbe per saperne di più !


 Albicocco- Alla fine del III Millennio A:C:, l'albicocca compariva sulla tavola degli imperatori della Cina. Anche se poi la pianta rimase  sconosciuta in Europa fino ai tempi di Alessandro Magno, Si diceva fosse arrivata dal' Armenia,  dove il suo frutto prese il nome di Armeniacum malum, che significa Mela d'Armenia, nome che gli venne dato dai Romani. Ma nella realtà di fatto questo frutto non ha niente a che vedere con l'Armenia, proviene dall'Asia centrale dove allo stato naturale cresce, tra la Grande Muraglia e Pechino: i Romani contribuirono  alla diffusione di questo frutto nel Mediterraneo. Anche se i medici orientali con questo frutto curavano il mal d'orecchi, dolori del naso e le emorroidi. Oggi questo frutto è uno dei più comuni nell'Europa meridionale, in Italia lo troviamo  in modo diffusissimo in Campania, ma viene coltivato anche in altre regioni, in modo particolare in Liguria, Piemonte, Alto Adige e Emilia Romagna. Il frutto viene consumato sia fresco che in marmellata, ma anche i frutti secchi sono molto conosciuti e utilizzati. Ha un alto valore nutritivo, ricco di vitamine ,zuccheri, sali minerali, ed è un potente anti anemico. Nella maggioranza dei casi è ben tollerato,   ma a volte provoca delle forme di allergia. Quando viene consumato fresco è anti diarroico, se essiccato e preparato come le    prugne diventa lassativo.  Il succo fresco è un' ottimo tonico per la pelle. La mandorla contenuta nel nocciolo, è commestibile solo quando è dolce. Quando è Amara non va mangiata perché contiene Acido Cianidrico, un potente veleno. E' un frutto tra i più consigliati per i bambini, gli anemici, gli intellettuali, malati agli occhi, ma che bisogna sconsigliare a chi soffre di stomaco e di fegato. Chi soffre di reumatismi farà bene a mangiarne i frutti cotti, come depurativo albicocche fresche, contro la diarrea bollite nell'olio d'oliva. Decotto di Albicocca- 100 g. di polpa di frutta fresca per litro di acqua. Sono utili gli impacchi per curare i malanni delle orecchie e del naso. La stessa preparazione per lavaggi intimi, nel caso di emorroidi .Il succo di albicocca -1 litro di succo per un bagno completo. Un bicchiere di succo in una bacinella per mani e piedi. Viene utilizzato per dare bellezza alla pelle. Maschera per la pelle del viso- 4 albicocche mature, schiacciarle e applicarle sul viso per 10 minuti. Togliere tutto e sciacquare. (pelli secche).Viene usata per curare Acufene-Anemia-Astenia-nella Convalescenza- Invecchiamento-Nervosismo-Pelle.

Origano- A forte dosi l'Origano può essere pericoloso, non bisogna mai abusarne, rispettare sempre le dosi. .E' una pianta erbacea, che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. I fiori sono bianchi e rosa, quando cresce spontaneamente sceglie luoghi incolti, terreni sassosi e aridi, ai bordi delle strade, dal mare alla collina; anche se è una pianta tipicamente di montagna , il suo nome scientifico deriva dal Greco Oros- Montagna e Ganos- Splendore. Si raccoglie nei mesi più caldi, si lascia essiccare legato in mazzi, in luoghi freschi e asciutti. Per l'uso in cucina viene coltivato in tutto il mondo. Per conservarla bene è meglio utilizzare dei contenitori di vetro ben chiusi e metterli lontano dalla luce. Nel medio Evo si aggiungeva l'utilizzo nel caso in cui non funzionavano correttamente vari organi: reni, polmoni ,fegato ,milza, utero. L'Origano ha proprietà curative indiscutibili, in modo particolare nei fiori: si guarisce rapidamente da un torcicollo applicando sulla parte un cuscinetto pieno dei suoi fiori, appena colti, riscaldati per brevissimo tempo in una padella. Utile nei casi in cui si ha difficoltà a digerire, alleviare i dolori addominali e eliminare l'aria dalla pancia. Un' infuso dei suoi fiori calma la tosse e elimina il catarro. Le inalazioni fanno passare il mal di testa dovuto a raffreddore e libera il naso. Per il mal di pancia- mettere a macerare 15 g. di fiori in 150 ml. di alcol a 70° per una settimana. Filtrare e mettere in un contenitore di vetro scuro con il contagocce. Prenderne 30 gocce, al bisogno. Tosse e catarro- 1 cucchiaino di erba in una tazza bollente di acqua. In infusione per 3 minuti, Filtrare e due tazze al giorno, dolcificando. Per il raffreddore- 20 g. di fiori 1 litro di acqua bollente, infusione 4 minuti, filtrare e fare suffumigi, coprendovi con asciugamano. Fino quando è caldo. Pediluvio- nell'acqua pediluvio 1 manciata di fiori. Immergere i piedi almeno per un quarto d'ora. Vino- 40 g. di fiori in 1 litro di vino bianco. Macerare per 10 giorni, filtrare e bere 2 tazze al giorno. Per raffreddore e raucedine. 1 Bicchierino dopo i pasti aiuta a digerire. Nevralgie- 200 ml. di acqua bollente con 2 cucchiai di fiori secchi. Riposare fino quando è fredda. Impacchi sulla nevralgia .I suoi fiori fanno parte anche di un preparato che viene chiamato Archibugiata, e si ottiene anche una bevanda dolce facendo macerare i suoi fiori in vino rosso. I popoli antiche lo utilizzavano per curare le mestruazioni dolorose, la ritenzione delle urine, problemi respiratori, congiuntivite, traumi-lividi-ematomi- distorsioni lussazioni .Viene utilizzato per aromatizzare la pizza napoletana e molti altri piatti tipici. Con lui si può preparare un dentifricio con cui si eviteranno tutti i problemi della bocca. I suoi fiori possono essere utilizzati per tingere la lana di rosso -bruno. Calmante efficace e anche d'aiuto nei stati febbrili, in infuso. Da 5 a 10 pizzichi di pianta secca in un litro di acqua; Una tazza prima di dormire. Massaggi contro i dolori- 2 manciate di pianta secca in 1/2 litro di olio d'oliva, fate bollire per mezz'ora a bagno maria , filtrare, raffreddare e imbottigliare. Conservare al buio. Contro la sciatica- 2 pizzichi di origano, 2 di anice, 2 di menta, 2 di rosmarino in un litro di acqua. Per il naso- un tampone imbevuto di infuso di origano ,cura la febbre da fieno. L'Origano vero è quello che viene chiamato, Maggiorana. Nell'Antico Egitto era sacro al dio Osiride e venivano preparate corone che venivano messe sulla testa di coloro che partecipavano ai riti religiosi.


Curiosità sulle erbe per i piccoli problemi:

Per attivare la crescita dei capelli- frizionare il cuoio capelluto con un decotto di rosmarino. 2 cucchiaini per una tazza.
Per la caduta- lavanda e salvia, 1 cucchiaino di lavanda e 1 di salvia, in una tazza di acqua.
Per capelli forti- mattino, mezzogiorno e sera, 1 cucchiaino lievito di birra ( quello che si usa per le pizze salate, solo per le persone che non sono allergiche ai lieviti).
Capelli fragili- tre volte al giorno, tisana di asperella. 1 cucchiaino per tazza. Frizionare la testa con decotto di ortica. 2 cucchiaini per tazza.

Ricordare che anche le erbe vanno usate rispettando le dosi e i tempi, ogni eccesso può essere pericoloso. Le erbe hanno dei tempi di soluzione più lunghi in quanto tendono ad armonizzare le funzioni del corpo. 
Per quanto riguarda le dosi e i tempi di somministrazione, rivolgersi a persona esperta o ad un buon Erborista, che saprà consigliarvi nel modo migliore.
Le indicazioni sopra, sono parte della cultura popolare, ringrazio per  i consigli la signora Teresa, che sembra con l'uso delle erbe sia arrivata alla venerabile età di 89 anni!! ...
Le foto non rappresentano le erbe menzionate, ma sono solo piacere per gli occhi...