A casa mia da sempre le Feste del periodo Natalizio sono molto importanti, sia a livello spirituale che culinario. Tutto a inizio tanto tempo fa. ho ricordi molto netti riguardo al Natale e tutte le feste a seguire. Una grande cucina dove noi tutti ( genitori, dieci figli e relative mogli e mariti, con tutti i loro figli. Zie, zii e cugini...e qualche volta per non farsi mancare niente, anche i vicini di casa e gli amici!) Un vero esercito di persone, che insieme aspettavano la nascita del bambino Gesù!
Questo era il bello delle famiglie numerose, tutti insieme a vivere un'emozione, sia riguardo gli eventi belli che quelli brutti. Non avevi il tempo di sentirti solo! Mia nonna con tutte le donne della famiglia, si preparavano in cucina per la vigilia. Ogni ben di Dio veniva cucinato, gli odori e i profumi più vari, si spandevano nell'aria, poi nelle scale con gli odori delle altre famiglie. E ancora per le vie della borgata...dove un grande e forte odore di fritto e di carne, colorava l'aria! La porta di casa di mia madre, veniva lasciata aperta...perché chiunque potesse entrare, restando a mangiare con noi, al bisogno. Altra usanza di mia madre era mettere a tavola un posto vuoto, con piatto bicchiere, tovagliolo e tutto il resto, per le persone che durante l'anno erano morte, per farle sentire meno sole. Mi ricordo bambina, guardare quel posto per vedere ...qualcosa. Qualche volta è accaduto , ma questa è un'altra storia! La cosa che più mi torna alla mente, è il profumo e la grande quantità di cibo. Tutti portavano tutto...un vero banchetto nuziale! Prima di tutto si puliva il pesce, non esisteva il pesce surgelato in grande quantità come oggi, quello che c'era costava troppo e le famiglie di operai non se lo potevano permettere. Quindi si andava al mercato di zona, si comprava il pesce e poi tutte le donne lo pulivano , la cucina diventava una pescheria!
Una volta pulito il pesce, si tagliavano le verdure, poi si preparava il condimento per i primi e la pasta al forno. Dal pomeriggio ogni donna preparava un dolce, una vera gioia per gli occhi e per il cuore, mi vedo bambina, guardare raso tavolo...dolci e dolci uscire dal forno, come un sogno! Quando tutto era stato pulito e lavato, le donne preparavano le varie pastelle, tipi diversi secondo l'alimento da friggere. Verso le 20.30 si dava il via alle "danze"...padelle piene di olio venivano messe sul fuoco a scaldare. Un' odore forte si alzava nell'aria, così a turno si usciva dalla cucina per poter respirare. Altri tempi quando si viveva tutto con semplicità, anche quello che forse poteva far male! Quando l'olio era caldo ma non bollente, si passava alla frittura: piatti e piatti di pesce, broccoli, patate, anguilla, trote.ecc. Poi pesce in bianco al limone, pesce con il sugo in modo particolare i polipetti e le seppie, per finire i gamberi che erano riservati solo al Natale, sarà per questo che adoro...i Gamberi e tutti questi "animaletti" con le zampe, forse perché mi ricordano un bel periodo della mia vita. Poi ancora verdure fritte, lesse e crude. Poi primi succulenti...dolci a non finire, panettone, pandoro caffè e ammazza caffè! Ma l'alimento che veramente andava a ruba, era il torrone al cioccolato anche se mia madre, cercava sempre di rifilare quello bianco o ricoperto, ma come sempre restava sempre nel piatto! Ma la cosa più bella era la frutta, venivano mangiati chili di Mandarini, ma non perché fossimo amanti della frutta, ma perché la buccia veniva usata dopo per giocare a Tombola. Non esistevano queste tombole con le finestrelle che vanno su e giù, sopra i numeri bisognava mettere le bucce ridotte a pezzetti, che poi mia madre ritrovava per casa, addirittura fino a dopo il 6 gennaio, giorno dell'Epifania. Così si mangiavano tanti agrumi, per avere i "mezzi" per giocare!
La tombola era fondamentale, partite e partite all'infinito, fino allo sfinimento, quando qualcuno si alzava e andava a fare un sonnellino sul divano o a sgranchirsi le gambe, oramai intorpidite! Poi ricaricati si tornava al tavolo e si ripartiva da capo... La serata veniva "profumata" dall'aroma di buon vino, che qualche volenteroso andava a prendere in qualche posto: "dove cianno quello bono!"
Vino e gioco a volontà, risate tante risate, quel ridere anche per niente. Si arrivava alle ore 24.00 senza rendersene conto, veniva aperto lo spumante, il panettone e il pandoro, si rimangiava e si beveva, poi tutti con il cappotto a fare una visita in chiesa a vedere il Nuovo Bambino, che quando arrivavamo noi, era già nato da un pezzo!
Si tornava dalla chiesa, mia madre metteva al forno il pesce per un'altra scaldata, poi a rimangiare e bere ancora, fino a quando...il Dio dei sogni:, Morfeo...abbracciava per primi tutti i bambini, che dopo l'emozione di aver aperto i regali ( che venivano fatti solo alle feste comandate), ma in modo particolare di aver aspettato un Babbo Natale che non scendeva mai dal camino..." è diventato troppo grasso non c'entra più!" Diceva mio zio! Così consapevoli del problema di babbo natale, ci addormentavamo in un sonno senza risveglio, che sarebbe durato fino al giorno dopo verso le 13.30, dove la baraonda sarebbe ripresa da capo. Poi in questo sonno magico a uno ad uno cadevano, anche gli adulti. Mi ricordo di essermi svegliata varie volte,il giorno dopo, trovando parenti che dormivano in ogni luogo, con la casa in un caos totale, sembrava che fosse scoppiata una bomba! In tutta questa storia il posto d'onore, il piatto più aspettato...era un piatto che a Roma è il Re del Natale! L'abbacchio...qualcuno oggi storcerà il naso...animalisti, vegani, vegetariani avranno da ridire circa la posizione centrale di questo piatto...ma a Roma non esiste Natale senza l'Abbacchio!Tutto spezzettato, comprese le interiora e la testa ( da veri cannibali!|) , poi a parte le costarelle arrosto o fritte dopo averle panate con la farina e l'uovo. Oggi i tempi sono cambiati...le persone passano tutto il tempo a cercare l'ultimo modello di telefonino, o a discutere con i figli riguardo la loro presenza a cena o pranzo. Oggi molta della Magia del Natale, si è persa...colpa in gran parte di noi adulti, troppo presi dai nostri problemi per poter raccontare storie e emozioni ai nostri giovani. I nostri bambini ( e anche i più grandi) hanno bisogno di favole e "calore " famigliare. Dobbiamo ritrovare noi stessi per aiutare gli altri a non perdersi. Le donne dovrebbero ritrovare il tempo per essere donne...gli uomini presenza forte e sicura, per far sentire i più giovani protetti e a "casa"! La famiglia è la base per il Natale, non è importante se si è separati, divorziati o single...è non vivere questo momento da soli, non chiudersi nel proprio mondo e nella propria solitudine, ma cercare di formare gruppo. Magari invitare qualche parente che non si vede da tanto, gli amici o i vicini, fare gruppo! Superare i pensieri negativi che qualche volta ci allontanano dall'altro, quell'altro che il più delle volte non è nostro nemico, ma siamo noi ad essere nemici di noi stessi. Ricercare l'altro per fare Natale, come nuovo inizio, di un nuovo anno pieno di amici e d'amore. Si può fare... ma dobbiamo superare tutte queste false convinzioni che stanno portando l'essere umano all'isolamento più totale. Natale vuol dire ritrovarsi...passato questo momento, al prossimo qualcuno potrebbe mancare alla nostra tavola...assenze senza ritorno. Come qualcuno già mancherà alla tavola di questo Natale, senza possibilità di recupero, allora perché non darsi un'altra possibilità con quelli che ci sono? Anche quando ero piccola, i rapporti tra le persone non erano tutti rose e fiori, ma a Natale tutto doveva essere buttato dietro le spalle, poi magari finite le feste si ricominciava a discutere, ma in quei giorni...in questi giorni...non può esserci rabbia, rancore o ...solitudine. Natale è stare vicini, non per falsità, ma per riuscire ad dare e a darsi un'altra occasione! Per insegnare ai nostri giovani ad amare...oltre quello che la vita qualche volta c'insegna!
Un' Abbacchio intero o nella quantità che occorre.
Olio-sale-pepe-rosmarino e patate ( per il contorno)
Lardo o pancetta e aglio.
Si prende la carne alla Vigilia ( bisogna condirlo il giorno prima), dato che alla Vigilia non si mangia carne, sarà preparato e cotto il giorno del 25. L'abbacchio non va lavato, ma solo asciugato. Si fanno delle incisioni con la punta del coltello, all'interno andrà messo aglio, lardo e rosmarino. Sale-pepe e olio. Si lascerà a macerare per 24 ore. Aggiungendo un po di vino bianco.
La mattina del 25 ( le cuoche di una volta, si alzavano comunque presto, nonostante l'ora tarda del giorno prima! Le donne di una volta vere...Super woman!) , si prende la carne e si mette in un tegame. Girandolo varie volte nel condimento nuovo, ancora aglio e rosmarino, poco olio e vino banco quando soffriggerà. Massaggiando il sale e pepe sulla carne. Si mette il tegame sul fuoco, tenendo la fiamma alta per 10 minuti, poi si metterà in forno a fuoco basso con le patate, per circa 2 ore ( questo dipende dal forno), girando il tutto ogni mezz'ora. Alcuni chiudono il tegame con la carta stagnola per fare prima, a 15 minuti da fine cottura, tolgono la carta, fanno rosolare .
Dell'abbacchio si usava prendere le costolette e farle panate, ma alla memoria torna anche un' altro piatto...da leccarsi i baffi. Costolette con i carciofi.
Si prepara un pesto con prosciutto crudo (grasso e magro)-aglio-maggiorana. Si lascia soffriggere e poi si aggiunge la cipolla tritata e le costolette. Sale e pepe, si copre e si fa rosolare. Quando la cipolla è bionda, si aggiunge mezzo bicchiere di vino bianco. Evaporato il vino, si aggiunge un cucchiaio di salsa di pomodoro. Si lascia bollire per 15 minuti, a fuoco basso. Poi si aggiungono i carciofi a spicchi, lasciando cuocere a fuoco lento. ( aggiungere acqua se occorre).
Forse non sarà etico per qualcuno...ma di questa ricetta ho dei ricordi...Buonissimi!

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